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giovedì, marzo 30, 2006

Thank you for the add(iction)

Il myspace è inutile, lo so (tant'è che molta gente che conosco se ne sta allontanando). Però fare incetta di 'amici' è piacevole. Niente più che una raccolta di figurine, d'accordo, ma perfetto per il mio lato infantile e cazzone. E poi, anche se non significa granchè, il poter dire di essere amico di Yo La Tengo, Galaxie 500 o dei Devics non mi dispiace. Ma soprattutto, girovagando tra gli amici degli amici, si finisce per scovare ottima musica che difficilmente avrei trovato altrimenti. Tipo il delizioso swedish pop di Irene e The Happy People, il country morriconiano degli australiani Texas Tea e il delicato songwriting folk di Jen Cloher & The Endless Sea, australiana anch'essa (e Jen e la cantante dei Texas Tea sono due gnocche niente male, il che non guasta).
Un'unica cosa, però: avevo davvero bisogno di ulteriori input musicali? Direi proprio di no. Il livello di saturazione è sempre più alto, e il rischio di overdose sempre più vicino.
Presto mollerò tutto e mi darò al canto gregoriano, lo sento.

postato da: mammara alle ore marzo 30, 2006 19:35 | link | commenti (7)
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mercoledì, marzo 29, 2006

Fish'n'childs

Ma se le elezioni le vincono i comunisti bisognerà pagare una tassa per poter mangiare i bambini? O quelli in umido sì e quelli fritti no? O solo quelli cinesi?
(lo dice lui e io mi fido, però si spiegasse meglio, oh)

postato da: mammara alle ore marzo 29, 2006 19:36 | link | commenti (2)
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martedì, marzo 28, 2006

The last bandit

Dividevamo lo stesso albergo, l'estate scorsa ad Urbino. L'ho incrociato un paio di volte in ascensore, con i suoi vestiti da vecchio pirata, l'aria sempre un po' strafatta da reduce di mille sbronze e altri stravizi, lo sguardo curioso e gentile. Avrei voluto fermarlo per dirgli quanto amavo la sua musica, che le sue canzoni ruvide e sincere mi avevano accompagnato per vent'anni. Avrei voluto esprimergli l'apprezzamento e la gratitudine per quel concerto tenuto sotto la pioggia davanti a quattro gatti, fermato solo dall'acquazzone, col suo e nostro rammarico. Non l'ho fatto, per timidezza e scarsa padronanza dell'inglese.
Non avrò altre occasioni per farlo. Nikki Sudden è morto due giorni fa a New York ed ha raggiunto il fratello Epic Soundtrack.
Buon viaggio, vecchio rocker.

postato da: mammara alle ore marzo 28, 2006 16:50 | link | commenti (9)
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domenica, marzo 19, 2006

Blankets

Ci sono i dischi belli. Quelli interessanti, intriganti. I dischi innovativi, che aprono nuove strade, dei quali non puoi non apprezzare il valore (anche se a volte ti fanno due palle tante). Ci sono i dischi così così, i dischi inutili (tanti, troppi), quelli brutti, a volte in maniera così imbarazzante da rasentare il sublime.
Poi ci sono i dischi-coperta-di-Linus, i dischi-casetta-sull'albero, i dischi-aquilone-sul-prato, i dischi-spalla-su-cui-piangere. Non necessariamente i più belli, i più innovativi, i più intriganti, ma i tuoi dischi. Quelli che ti parlano, che sembra siano stati scritti per te, nei quali ti specchi e ti riconosci. I dischi dei quali sei un po' geloso, che vuoi condividere ma non con tutti, solo con quelli che riconosci affini a te.
Ecco, Static Patterns and Souvenirs dei Lorna è uno di quei dischi, l'ultimo in ordine di apparizione. Importa qualcosa che sia uscito già da un annetto ( e lui li aveva intervistati già a giugno scorso, ma io li avevo colpevolmente ignorati)? No, l'importante è che le cose arrivino, il quando è secondario.
Potrei dilungarmi sui particolari (la cura certosina di suoni e arrangiamenti, la raffinatezza degli incastri vocali, etc.) e sulle influenze (io ci ho visto i Galaxie 500, i Trembling Blue Stars e mille altri gruppi leeenti) ma quel che conta davvero è il senso di empatia e di condivisione che si instaura con l'ascolto. Un disco che incanta e rapisce col suo ritmo lento come battito di cuore, che scorre fluido senza pause e cadute di tono. Lo ascolti e ti senti come se stessi passando una serata tra amici, sorseggiando vino davanti ad un fuoco acceso, fuori la neve.

postato da: mammara alle ore marzo 19, 2006 18:03 | link | commenti (12)
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martedì, marzo 14, 2006

Se scrivi un post per punti è perchè se in quasi tre anni non hai mai scritto un post per punti sarebbe anche ora, oh (e perchè ti sei già stufato di vedere Prodi e Berlusconi in tivvù)

#1 E alla fine, come immaginavo, è arrivato il momento dell'ok, perchè no? Per cui colgo l'occasione per comunicare che da oggi anch'io sono presente nel gran calderone del myspace. Perchè e per fare cosa? Non ne ho idea, lo scopriremo solo vivendo.

#2 L'angolo della marchetta spudorata take one: se non ci si aiuta tra conterranei... Degli Iver & The Driver avevo già scritto circa un anno fa, preconizzando un buon futuro al loro delicato e surreale glitch-pop. Ora, in attesa che si materializzi finalmente il disco 'fantasma', Paolo e Giustino hanno aperto il myspace, dove è possibile assaggiare la loro Our Sophomore Years, soave madrigale tra Barrett e Malkmus.

#3 L'angolo della marchetta spudorata take two: colgo l'occasione per assolvere finalmente al dovere morale di offrire il supporto adeguato ad uno dei migliori gruppi italiani, i genovesi Numero 6 dell'ex Laghisecchi Michele "Mezzala" Bitossi. Il loro atteso nuovo disco, Dovessi mai svegliarmi, esce il 7 aprile per la Eclectic Circus/V2 e promette bene per le sue peculiarità, come la presenza nel booklet di scritti di alcune tra le più interessanti nuove leve della letteratura nostrana come Gianluca Morozzi, Paolo Nori, Marco Mancassola, Valeria Parrella e Marco Missiroli e la probabile apparizione di un nome grosso del cantautorato d'oltreoeano come special guest. Nel frattempo sul sito è già disponibile in streaming il primo singolo Le Parole Giuste, ed in esclusiva per il blog people si può scaricare, grazie ai servigi del Luciano Moggi degli indieblog, la suadente ed intrigante Verso Casa.

#4 YouTube addiction: Wolly Bully!!! E poi Virgin Prunes e Prefab Sprout.

postato da: mammara alle ore marzo 14, 2006 23:09 | link | commenti (9)
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sabato, marzo 11, 2006

The past is the new future?

Sembra paradossale, lo so. Ma nel momento in cui ogni singolo pezzetto del presente viene analizzato, sezionato e proposto in mille salse capita che per trovare qualcosa che suoni diverso, nuovo, eccitante sia meglio rivolgersi ad un passato glorioso ma ahimè fuori dai riflettori.
Così tiro fuori il mio video aggregator from the past, grazie al sempre più irrinunciabile YouTube:

Bob Dylan & Johnny Cash - One Too Many Mornings: due leggende insieme, dal vivo. Fantastico.
Serge Gainsbourg & Brigitte Bardot - Comic Strip: che meraviglia. Lo spirito di un'intera epoca in due minuti. 
The Music Machine - Talk Talk: un classico minore dell'era garage punk.
The Creation - I'm A Man/That's How Strong My Love Is/Makin' Time:
la band preferita di Alan Mc Gee live nel 1966. Psycho beat a go-go.
13th Floor Elevators - You're Gonna Miss Me: live 1966. Un giovanissimo ma già psicotico Roky Erickson e l'electric jug in azione. 
Tim Buckley - Song To The Siren
: senza parole. Immenso.
Captain Beefheart - She's Too Much For My Mirror/Human Gets Me Blues
: il capitan cuordibue e il suo blues cubista dal vivo in Belgio nel 1969. Originalità insuperata, a tutt'oggi.
Can - Paperhouse
: gli dei del kraut live alla tv tedesca nel 1971. Ipnotici e tribali.
Incredible String Band - Everything's Fine Right Now
: i miei freak folksters preferiti dal vivo alla tv tedesca nel 1970, alle prese con un'irresistibile filastrocca.
Big Star - September Gurls
: classico immortale riproposto live un mesetto fa, in Svezia. Un Chilton in ottima forma, speriamo passi da queste parti prossimamente. 

postato da: mammara alle ore marzo 11, 2006 13:25 | link | commenti (4)
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venerdì, marzo 10, 2006

Outing

Io sono frocio.
Oddio, in realtà no, però avrei potuto tranquillamente esserlo, non vedo il problema.
Quello che non sono mai stato e non potrei mai essere è l'essere fascista.
Per cui, davanti alla signora nipote che dichiara meglio fascista che frocio non posso che affermare 10 100 1000 volte meglio frocio che fascista (e se dovessi scegliere tra Mussolini e Luxuria saprei senza alcun dubbio da che parte stare).

postato da: mammara alle ore marzo 10, 2006 13:03 | link | commenti (6)
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martedì, marzo 07, 2006

Partners in crime

Mi guardo in giro e trovo (da Giorgio, ad esempio) un senso di insoddisfazione montante nei confronti del panorama musicale. La sensazione che siano tempi poveri di buona musica, che ci sia davvero poca roba in grado di entusiasmare, di rimanere.
Io non sono del tutto d'accordo, trovo che di cose ottime ce ne siano parecchie, ma è diventato più difficile scovarle, distinguerle dalla fuffa, concentrarcisi a dovere. Il problema è che c'è troppa musica, ma non solo, c'è anche troppa informazione. Così come se sei in una strada che non conosci e non trovi cartelli che ti indichino la direzione da raggiungere rischi di girare a vuoto, finisci per perderti anche se di cartelli ne trovi tanti, e tutti in contraddizione tra loro. Un tempo l'informazione passava per i pochi canali istituzionali (i due-tre giornali di riferimento, qualche radio illuminata e poco più) ed era molto più facile orientarsi. Non che non prendessero topiche anche loro e che fossero immuni da rischi di omologazione e di condizionamento, ma era un sistema più meditato, meno usa-e-getta. Ora, con la rete, le webzine, i forum, i blog, tutti hanno la possibilità di esprimere la propria opinione, di arrivare molto prima sulle cose che accadono, di scavalcare i media tradizionali ed incidere sui gusti del pubblico. Tutto ciò ha i suoi indubbi lati positivi, è molto più libero e democratico (anche se spesso e volentieri scatta l'effetto branco) ma ha le sue altrettanto gravi controindicazioni. Si vive l'istante, si rischia spesso di perdere di vista la profondità, lo spessore.
Mi chiedo come sarebbe stato se ci fosse stata la rete ai tempi dei Joy Division, per fare un esempio. Tutti a fare a gara per ascoltarli per primi (per poi dire magari sì, vabbè, ottimi, ma vuoi mettere i Warsaw?). Tutti a correre per linkare l'emmepitrè di New Dawn Fades. Tutti a parlarne per un paio di settimane e poi via, scattare, tutti a dedicarsi ad altro, tipo ai Section 25.
Non ho soluzioni alternative ma magari se si frenasse un po', se si lasciassero sedimentare di più le cose e ci si concentrasse di più su ciò che merita davvero sarebbe meglio, forse.

postato da: mammara alle ore marzo 07, 2006 11:47 | link | commenti (10)
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lunedì, marzo 06, 2006

Rock'n'roll

E alla fine arrivò il giorno della visita a domicilio del vecchio zio Lou, nel posto dove sono stato iniziato alle gioie del cinema e dove, una trentina di anni fa, ebbi il mio battesimo concertistico assistendo al pirotecnico show dei Rockets (qualcuno conserva ancora le fialette verdi che gettavano dal palco?). Temevo l'effetto surreale del contatto tra un mito vivente del rock'n'roll e la squallida fauna che popola l'intelligentsia pseudoculturale della mia asfittica provincia, ma per fortuna le signore impellicciate, i cinefili puzzalnaso e gli stilisti effeminati di tendenza sono rimasti a casa.
Lou Ranxerox si presenta nel modo più dimesso possibile: jeans ordinari, maglioncino grigio da pensionato. Anche l'apparato scenico è pressochè inesistente, e la comunicazione sul palco è ridotta all'osso. Niente moine, niente trucchetti da rockstar. La musica, nuda e cruda. Puro distillato di grezzo rock newyorkese, affilato e nervoso, in mano ad una band di vecchi e scafati professionisti, che sanno fare il loro sporco lavoro. Fernando Saunders, oltre a suonare il basso in modo egregio, assume il ruolo di coro dell'Antoniano.
La scaletta attinge esclusivamente agli ultimi lavori, nessuna ruffiana concessione ad un passato gloriosissimo ma, appunto, passato. Solo al momento del bis c'è tempo per una scarna ed efficace versione di Sweet Jane. Ma in fondo va bene così, meglio aver visto un artista ancora vivo e creativo, piuttosto che una patetica macchietta intenta a scimmiottare il sè stesso di 40 anni fa.

postato da: mammara alle ore marzo 06, 2006 17:38 | link | commenti (2)
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domenica, marzo 05, 2006

Back to the old days

Sarà che l'amarcord è sempre più la cifra peculiare di questa pagina, sarà che nell'ultima settimana ho rivisto dopo una vita tre ex compagni di scuola (una ha sette figli, i maggiori sono già all'università), sarà quel che sarà, ma mi è tornato in mente F., personaggio mitico ai tempi del liceo, un po' John Belushi e un po' uomo cloaca (ho trovato anche una sua foto in rete, ma se la pubblico poi il MOIGE mi chiude il blog).
F. non era mio amico (sono stato anche vittima dei suoi dileggi, per qualche tempo) ma ho potuto assistere ad alcune delle sue performances. Altre mi sono state raccontate, tramite conoscenze comuni.
Tipo che la mattina prima di entrare al liceo venivo accolto da scene tipo questa: il suo compare che mima di suonare il piffero a mo' d'incantatore di serpenti, lui che si contorce e si avvicina sempre di più, fino a mimare una bella fellatio. O quella volta che organizzarono durante la ricreazione un funerale con tutti i crismi, con lui nella bara, il finto prete e le prefiche di ordinanza. O quella volta che gli porsero davanti un bicchiere pieno di ogni tipo di schifezze immonde. Lui lo guardò, esclamò Toh, Alien! e bevve tutto. 
Il mio aneddoto preferito però è questo: esterno del teatro cittadino (dove stasera andrò a sentire Lou Reed), F. attende l'arrivo di un mostro sacro del teatro italiano, in città per uno spettacolo. Quando lo vede gli si para davanti e comincia ad urlargli in faccia A A A A. L'attore lo guarda sbigottito e gli chiede Ma cosa diavolo stai facendo? e lui, serafico, risponde Fo A.

postato da: mammara alle ore marzo 05, 2006 16:32 | link | commenti (5)
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