it's a sad and beautiful world

Un blog twee

Chi sono

Blogger: mammara

Archivio

oggi
--- 2006 ---
--- 2005 ---
--- 2004 ---
--- 2003 ---

Categorie

Partecipano

Foto recenti

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
BlogItalia.it - La directory italiana dei blog
venerdì, settembre 30, 2005

Situation comedy blues

Tardo pomeriggio di oggi (un'ora fa circa): sei in ufficio, da solo, alle prese con la chiusura dei conti dell'ultimo giorno della scadenza dei bolli. Sei stanco, distrutto, e non vedi l'ora di finire per tornartene a casa. Sai già che in queste situazioni puoi aspettarti che accada di tutto, inondazioni, fulmini, invasioni di cavallette, e sei preparato a rinunciare ai tuoi pii desideri. Ma la tua immaginazione non arriva di certo a prevedere l'arrivo di un essemmesse di questo tipo: " Sono con Momus, mandami un messaggio in inglese per lui, glielo mostro, è sbalordito di avere fans in Italia. Firmati!". No, ma dico io, ho l'occasione di manifestare tutta la mia ammirazione per un genio come Momus, proprio adesso che sono sommerso fino ai capelli da pezzi da 100 euro e bancomat? Che poi, nella fretta, non sono riuscito nemmeno a inviare correttamente la finissima citazione momusiana god is a tender pervert and the angels are voyeurs.
Poi uno dice perchè perdi tempo coi blog. Mi sarebbe mai capitata una cosa del genere se non grazie al blog?
Thank you, Enrico.

postato da: mammara alle ore settembre 30, 2005 19:56 | link | commenti (23)
categorie:
martedì, settembre 27, 2005

Perchè non possiamo dirci indieblogger

* L'indieblogger linka spesso mp3 da scaricare - io non ho tempo di andarli a cercare
* L'indieblogger scarica compulsivamente - io no
* L'indieblogger è sempre aggiornato sulle novità e al passo coi tempi - io, come conseguenza del punto precedente, sono costantemente in ritardo sulle uscite (adesso sto finendo di comprare la roba uscita verso febbraio-marzo)
* L'indieblogger va spesso ai concerti e di solito ne parla - sì, anch'io vado ai concerti e normalmente ne parlo, ma ogni morte di papa per cui non vale
* L'indieblogger è sempre in tiro e con le magliette e le spillette giuste - io... vabbè, mi avete visto
* L'indieblogger di norma non sopporta (cfr.) i vecchi babbioni che se ne escono coi soliti discorsi tipo sì, vabbè, gli Interpol, ma vuoi mettere ai miei tempi i Joy Division? oppure sì, vabbè, i Franz Ferdinand, ma vuoi mettere ai miei tempi i Talking Heads? - io sono un vecchio babbione

Ah, adesso però voglio l'award come miglior indieblogger non indieblogger

Ah2: nonostante la mia non indieblogghitudine, annuncio con gran piacere (un po' di shameless self-promotion non guasta) che sono stato cooptato in quel grande team che è indiepop.it. Prossimamente (da ottobre) su questi schermi.

postato da: mammara alle ore settembre 27, 2005 14:27 | link | commenti (14)
categorie:
lunedì, settembre 26, 2005

Cuore toro

Due o tre cose:

- Fiorellino a Mazzola non gli somigghia penniente
- ma Vincenzino Montella quando ha giocato col Torino?
- c'era proprio bisogno di inserire nel cast il figlio di Venditti?
- perchè così poco spazio ai suoi zii (giusto nel finale, il doveroso omaggio alla sfiga cosmica di Dino) ?
- il quarto d'ora granata
- ci sono stato a Superga, ma ormai più di trent'anni fa; è ora di tornarci
- che fine ha fatto il pallone con tutte le firme dei giocatori del Toro che aveva mio padre?

postato da: mammara alle ore settembre 26, 2005 23:14 | link | commenti (4)
categorie:
mercoledì, settembre 21, 2005

Gioventù sboccata

Viviamo in un'era volgare, si sa. La cafonaggine e la trivialità sono sempre più ostentate e sbattute in faccia, a partire dall'abbigliamento.
Dopo i jeans dal fondoschiena facoltoso, le shirts inneggianti a boss del narcotraffico e quelle che esplicitavano le abitudini peripatetiche delle proprie mamme, è l'ora delle magliette fanculeggianti.
Visto stamattina: bimbo sui 10-11 anni, ricciolo ribelle, pantaloni corti a quadri da skater e felpa nera con dietro scritto a caratteri cubitali FUCK BARBIE. Immagino che la sorellina terrorizzata abbia già provveduto a mettere sotto chiave le proprie bambole. E nel negozio davanti al mio ufficio (che non brilla certo per eleganza e buon gusto) fa bella mostra di sè una maglietta nera con scritto, in un inglese quanto meno improbabile, FUCK YOU ASS ALL RIGHT ME.
Ma quelli che compreranno 'sta maglietta che messaggio vorranno lanciare? Un esplicito invito alla fratellanza sodomitica, ad unirsi con entusiasmo nel trenino dell'amore? O è da intendere in senso metaforico? Nel caso, se un* vostr* collega dovesse presentarsi in ufficio così agghindato, tenete il culo parato.

postato da: mammara alle ore settembre 21, 2005 14:19 | link | commenti (13)
categorie:
lunedì, settembre 19, 2005

Muuuuuuuu

People I see
Just remind me of mooing
Like a cow on the grass
And that's not to say
That there's anything wrong
With being a cow anyway
(Julian Cope - An elegant chaos)

Sarà anche matto come una testuggine, il vecchio Giuliano, ma a volte ti viene proprio voglia di dargli ragione. Capita anche a me, in certi momenti, di desiderare di essere una mucca. Oddio, forse essere toro (eh) sarebbe meglio, in modo da poter prendere a cornate chi ti fa girare le palle. Ma anche mucca è bello. Stai lì tranquilla, sull'erba, e rumini. Certo, prima o poi finisci al macello, ma non ne sei consapevole. E tanto prima o poi dobbiamo tutti morire, no?
Essere un animale ha un sacco di vantaggi. Uno su tutti: il sesso. Sei in calore, trombi. Facile, no? Senza troppe menate e seghe mentali.
Essere umani, invece, è parecchio faticoso, e il cervello è un organo sicuramente sopravvalutato. Quante paranoie inutili, quanti problemi di relazione e di comunicazione, per colpa sua. Quanta ansia sprecata per cose futilissime e superflue, tipo l'aggiornare un blog (oddio, è quasi una settimana che non scrivo nulla, devo assolutamente trovare qualcosa da scrivere, sì, ma cosa?).
E poi finisci per scrivere deliri come questo.

Muuuuuuuu

postato da: mammara alle ore settembre 19, 2005 21:33 | link | commenti (9)
categorie:
martedì, settembre 13, 2005

Segreti e bugie

Ma voi dite tutto al blog? (immagino di no, ognuno conserva per sè spazi riservati interdetti alla condivisione virtuale)
In base a quale criterio fissate il limite di quel che può essere scritto?
Una volta stabilito il confine, rimane sempre impenetrabile o ci sono momenti e situazioni che possono renderlo più elastico?
L'alterego virtuale che ognuno si crea in che misura corrisponde al vostro io reale?
La consapevolezza di avere dei lettori (e di conoscerli, parzialmente) vi condiziona in cosa e come scrivete?
Vi è mai capitato di autocensurarvi, perchè quel che avete in mente di scrivere non corrisponde alle aspettative (o a quelle che voi immaginate che siano le aspettative, che è lo stesso) dei vostri lettori?

Oh, così, sono curioso.

postato da: mammara alle ore settembre 13, 2005 14:34 | link | commenti (32)
categorie:
domenica, settembre 11, 2005

Blonde on blonde

Pensierino ozioso della domenica: io odio i tastieristi biondi.

postato da: mammara alle ore settembre 11, 2005 19:52 | link | commenti (15)
categorie:
venerdì, settembre 09, 2005

She paints

... Cristo quanti ricordi, che lusso che siamo noi 2 together, va a finire che ci sposiamo se hai fatto qualcosa di talmente cattivo nella tua vita passata da meritartelo... Tranquillo che il frechino esce con gli occhi azzurri e se è una femmina e cazzo, la chiamo (anfeta) MINA o (sacca) RINA che sono le due cose che nonostante tutto non ci hanno potuto, a farla uscire male, anche se si dice che... il mio corpo non sente paura.

Così scrivevi, una quindicina di anni e molte vite fa, in una delle tue frequenti, interminabili, comiche e disperate lettere da Londra, quelle dalle buste colorate e coi disegni e i testi delle canzoni della Creation e della Sarah, vergati con grafia da bambina (quel che eri, allora).
Beh, non è andata così (sai che l'ho desiderato, a lungo). Ma la nostra amicizia, quella amicizia nata in una calda notte di settembre di diciassette anni fa, complici un mediocre film italiano (Luchetti?) e una bottiglia di whisky scolata in due fino all'alba, è ancora in piedi. Nonostante l'anoressia, le distanze (fisiche e non), le illusioni, le paranoie e gli scazzi, le chiamate a carico e le bollette milionarie, la stufetta di metallo che mi lasciasti cadere sulla testa, i finti collassi fiorentini, le intrusioni, il dolorosissimo blackout di un anno, la futura brillante carriera universitaria che forse ci separerà (fisicamente) ancora, siamo ancora qui.
E una bambina alla fine l'hai fatta, ma da sola (ok, con Fabien). Un adorabile fagottino dai pochi capelli e dalle guanciotte paffute, tre giorni e trecchiliettrè. L'ho vista finora soltanto attraverso i vetri della nursery, e non vedo l'ora di stringerla tra le braccia e di coccolarla. Felice di aver vissuto anche questa esperienza accanto a te.

Benvenuta, Zoe Gwenn Greta Lecourt. E un grosso bacioabbraccio alla mamma.

postato da: mammara alle ore settembre 09, 2005 17:26 | link | commenti (10)
categorie:
mercoledì, settembre 07, 2005

Top of the (indie)pops

Ecco, una cosa del genere un maniaco come me non può proprio lasciarsela scappare, deve assolutamente chiosarla e commentarla: la lista dei 100 migliori dischi indiepop, compilata dalle sapienti menti di quella fantastica webzine che è Indiepop.it, già opportunamente segnalata qui (lo so, ultimamente pare che io non faccia altro che andare a rimorchio di Enzo; ma è un traino che vale, no?).
Premessa doverosa: trovo la lista, pur nella opinabilità dei gusti personali, assolutamente riuscita e ben congegnata, frutto di amore e di competenza del tutto fuori dal comune.
Detto ciò, fa sicuramente parte del gioco divertirsi a farle le pulci, inscenare indignazioni e sacri furori come conseguenza di inclusioni ed esclusioni che appaiono immotivate. Non mi sottraggo, e procedo.
Dopo aver espresso il mio plauso per presenze non scontate come quelle di Biff Bang Pow!, Air Miami, Eyeless In Gaza, Legendary Jim Ruiz Group, Sea Urchins e Woodentops devo rimarcare una lista di assenze illustri piuttosto nutrita: Delgados, Orchids, Weather Prophets (ma ci sono i Loft), Band Of Holy Joy, April March, Jens Lekman, Girlfrendo, Apartments, Marine Research, Mojave 3, La Buena Vida. E poi: ci sono i Broadcast e non ci sono gli Stereolab? Mah. Gli Happy Mondays erano indiepop? Rimah.
Ma soprattutto: perchè, e come mai, non si è trovato un misero posto su 100 per i Teenage Fanclub?

postato da: mammara alle ore settembre 07, 2005 22:15 | link | commenti (13)
categorie:
martedì, settembre 06, 2005

Due passi in avanti ed un piede indietro

è un campo minato, i dischi che ascolti, i libri che leggi, a volte i film che guardi, spesso penso di aver già ascoltato tutte le frasi leggere che anche oggi hai preparato, arriverà anche per noi il momento di uscire la sera, perdendo tempo, provando i vestiti davanti allo specchio,  tu scegli i dischi, li canti a volte, davanti allo specchio mi fissi, probabilmente anche stasera usciremo sbattendo la porta.

In principio volevo solo aggiungermi alla coda di ammiratori di Campo minato degli Amari. Una canzone che sa racchiudere un intero universo dentro sè, un universo che mi-ci appartiene, usando un linguaggio pop di rara eleganza ed efficacia.
Poi, però, le riflessioni su quanto sia pesante, a volte difficile da portare e comunque quasi impossibile da abbandonare il fardello dei dischi che ascolti libri che leggi a volte film che guardi hanno preso il sopravvento.

è un campo minato, due passi in avanti ed un piede indietro, se solo sapessi camminare sulle punte.

Escludendo la prima infanzia e i tempi della scuola (lì becchi chi ti capita) ho sempre basato tutti i legami che ho costruito su di un'unica discriminante, la condivisione, se non proprio degli stessi gusti, almeno di una forte passione per tutto ciò che avesse a che fare con l'arte e la cultura: dischi (soprattutto), libri, film, arti visive e quant'altro. Un po' perchè quelli sono sempre stati i miei interessi quasi esclusivi, un po' (tanto) per la convinzione (illusione?) che l'amore per l'espressione artistica portasse con sè anche la scelta di un'identica visione del mondo e dello stesso sistema di valori (diciamo che chi adora Belle & Sebastian può anche essere un pessimo essere umano e un vero pezzo di merda, però è un'ipotesi tutto sommato improbabile, alla fine).
Solo che, alla fine, a furia di circondarti di anime belle e pure e bibliofile e musicofile rischi di perdere il contatto con la realtà, di non accorgerti che il mondo là fuori è pieno di gente che se ne frega di quello che per te è così importante, troppo occupata magari ad affermare il proprio ego e a mettertela in quel posto. E magari poi finisci per sbattere in un lavoro che non ha nulla a che fare con quel che ti piace, dove i filtri che hai sempre posto tra te e il mondo non funzionano (una macchina ce l'hanno tutti, alla fine). E il contatto quotidiano ti permette di stringere legami con persone che altrimenti non avresti mai conosciuto così bene, scoprendo che le affinità e il comune sentire possono anche prescindere dall'avere gusti estetici particolari. Però. Poi capita che senti le tue colleghe canticchiare l'ultima puttanata in salsa latina, o esaltarsi per qualche stronzata melodica italiana, o dichiarare di apprezzare Paulo Coelho, e non riesci a reprimere un velato sentimento di razzismo nei loro confronti. Cioè, razionalmente vorresti pure passarci sopra, a queste palesi mancanze di stile e di classe. Ma non ce la fai. E quel fremito soffocato di senso di superiorità (di alterità, comunque) rimane una barriera sottile ma invalicabile tra te e gran parte del mondo che ti circonda. Va bene così, però. O no?

i tuoi discorsi uguali che dovrò concludere io, intento a schivare vecchie mine seppellite, smentirci, sorprenderci, stupirci, quante partite giochiamo prima di scoprire che ogni volta che si cade è farsi male in modo nuovo. che faremo quando finiranno i vestiti nuovi? gli abbinamenti che fai, quando li provi?

postato da: mammara alle ore settembre 06, 2005 23:07 | link | commenti (22)
categorie: