Fallin' in and out of love just like...
Sussidiario illustrato della giovinezza (papaveri e papere)

papaboys

papamobile
papagallo

paperinni (paura!)

paparazzo (a fissione nucleare)

paparatzinger

papabile

papavero
papera
(grazie a Ivan per l'ispirazione)
Sax machine

Durante il consueto giro per blog, passando dalle parti del Sir, mi sono imbattuto in questo link sulle copertine di dischi più sexy. Gli ho subito dato un'occhiata e d'impulso mi è venuta la voglia di controllare se, tra Cicciolina e Belle & Sebastian, ci fosse anche lui. C'era. Fausto Papetti, l'ossessione musicale e la fonte dei primi turbamenti sessuali della mia preadolescenza.
Ho avuto un'educazione musicale molto do-it-yourself. Non ho avuto genitori che mi iniziassero all'ascolto di Beatles e Stones o Battisti e Guccini, nè fratelli maggiori che mi facessero scoprire Led Zeppelin o Genesis. Di dischi a casa mia ne giravano davvero pochi. Però mio padre aveva l'autoradio, sulla 128 azzurro metallizzata. E accanto all'autoradio, le cassette di Fausto Papetti. Nei viaggi domenicali per andare a pranzo dai nonni (su una strada tutta curve lungo la quale puntualmente mi fermavo a vomitare) le ascoltavamo spesso, alternandole con la radio, Alto Gradimento e l'Hit Parade, soprattutto. Già allora avevo la vaga percezione che quella musica non valesse granchè. Raccolte dei successi del momento, volgarizzate per un pubblico incolto dall'onnipresente sax di Papetti (non è un caso se il filone del recupero del trash e dell'exotica non si sia spinto fino a lui). Ma se il nome di Papetti ancora mi suscita un fremito di eccitazione la colpa non è della musica, ma delle sue copertine. Il suo successo, infatti, credo sia stato determinato quasi esclusivamente dalle cover piene di donne discinte, poppe al vento e mini slip in primo piano. Uno dei primi a sfruttare la prima ondata di rilassamento dei costumi, nei '70. E alla fine le tette sui suoi dischi sono state le prime che ho visto. I giornaletti porno sarebbero arrivati solo in seguito.
E la chiamano estate
Fare la grigliata di ferragosto tappati in casa. Fuori, il diluvio.
Con le cime del Gran Sasso sullo sfondo, spruzzate di neve.
Cet obscur objet du désir

Sono feticista, si sa. Non solo devo avere tutto in originale, ma adoro collezionare dischi dalle forme particolari. Era meglio ai tempi del vinile, ma anche adesso si trovano oggetti strani che fa piacere avere per le mani. Come questo delizioso CD mignon (3") dei Mum a forma di libriccino. E poi adoro i cofanetti, anche perchè mi danno l'occasione di recuperare cose che avevo perso.
Date le premesse era scontato che rimanessi con la bava alla bocca, la settimana scorsa ad Urbino, quando allo stand della Goodfellas ho visto il feticcio ritratto sopra (anche se lo conoscevo già).
Goodbye, Babylon, cofanetto di 6 CD di canti di argomento religioso (gospel, country, folk, blues) della tradizione americana della prima metà del secolo scorso. Il tutto racchiuso in una fantastica scatola di legno di cedro, con un'incisione della Divina Commedia di Gustav Doré sul davanti. Avrei voluto davvero comprarlo (anche perchè le acusticherie della nonna sono il mio pane quotidiano, altro che punk-funk e new wave della new wave della new wave). Ma costava 90 euro, e rischiavo di tornare a casa in autostop. Lo avrò, comunque, prima o poi (Ivan, ci sei?).
Nel frattempo mi sono consolato con questo splendido cofanetto di Sandy Denny, che è sempre un gran bel sentire.
Speechless
Tante parole sono state spese su Urbino, e ancora ne verranno.
Ma le parole, spesso e volentieri, devono cedere il passo davanti alla forza delle immagini.
Il resoconto definitivo su Frequenze Disturbate, la partita e quant'altro, almeno per me e per le persone che l'hanno vissuto insieme a me, è appena stato pubblicato e sta qua.
Auguri, Ele.
The FD chronicles
1# Il ritorno - con quella faccia un po' così, quell'espressione un po' così, che abbiamo noi che abbiam scalato la rampa.
2# The match - campioni del mondo, campioni del mondo, campioni del mondo (per la cronaca, Splinder batte Resto delle Piattaforme 10 a 6).
3# Take no heroes - strano aver a che fare coi miti dei propri vent'anni. e non è affatto uguale l'effetto che fa. se era meglio morire da piccoli piuttosto che vedere Julian Cope in versione druido metal-nazista, fa strano trovare Echo & The Bunnymen assolutamente fedeli a ciò che erano (forse li hanno ibernati e poi scongelati) e ancor di più scoprire che i Dinosaur Jr suonano probabilmente meglio adesso di 15 anni fa. Nikki Sudden è oltre queste considerazioni, lui è assolutamente fuori dal tempo, ora come allora.
4# La ricetta - ingredienti: blogger e giornalisti musicali in gran quantità (lo so, è difficile distinguerli), un pezzetto di Cofferati e un pizzico di Melissa P, il sudore delle ascese in Fortezza e quello della partita, un congruo numero di crescie e almeno il triplo di birre, un megafono che supporta il Cane Broccolone, una buffa coreografia e una processione tra il pubblico.
Impastare il tutto in modo dolce ma deciso (alla Yo La Tengo, per intenderci) senza strapazzi alla Dinosaur Jr, per evitare che il tutto impazzi come Julian Cope. Mettere il composto ottenuto in forno e tenercelo per tre giorni. Tirarlo fuori e aggiungere musica in abbondanza e una spruzzata di pioggia, così, per gradire. Servire caldo, con ampio contorno di risa e sorrisi.
Ma ndò vai, se il blog gemello non ce l'hai?
Tutto è partito da lui, che è sempre troppo avanti, e dalla scoperta dell'esistenza di un Tragedie Greche americano, citato dal New York Times e di rimando anche da Repubblica.
Un po' lo invidiavo, lo ammetto. Così mi sono messo a cercare il mio omologo d'oltreoceano, e l'ho trovato.
Naturalmente ognuno ha il blog gemello che si merita. Così, se il brother Benty, da blogstar sciupafemmine, ha il suo corrispettivo in una blogstar sciupamaschi, io mi ritrovo invece accostato ad una blogger molto più timida e introversa, thirtysomething e con gli occhiali, che ha un blog di nicchia, però raffinato ed elegante (anche più del mio, mi sa).
Son cose (trova anche tu il tuo gemello ammericano!).
Three days sonic madness: il pagellone
Patrick Wolf: Mini shorts, straccio colorato sulle spalle, penna da indiano sul ciuffo ribelle. La più credibile incarnazione attuale di Peter Pan, un Peter Pan un po' punk e molto ma molto gaio. Oltre alla presenza, una voce magnetica e una buona capacità di stare sul palco. I suoni non rendono bene come su disco, ma questo era immaginabile. 7,5
Yuppie Flu#1: 1 fisso. Sarà l'aria di casa, ma regalano uno show compatto e pieno di energia e buone vibrazioni. 8
Tarwater: Mah, io li ho trovati monotoni e scontati, prevedibili nella loro teutonicità. Certo, la mia soglia di attenzione era parecchio ridotta, però... Da rivedere. 6-
Standard: Acerbi ma piacevoli, col loro suono che evocava piacevoli ricordi baggy. Menzione particolare per la groupie spagnola che durante tutto il loro concerto ha agitato un enorme ramo di palma. 6+
Franklin Delano: Mi piacciono, soprattutto quando le due voci partono all'unisono scomodando paragoni illustri. Se eliminassero alcuni momenti un po' troppo claustrofobici per i miei gusti aprendosi di più alla melodia mi piacerebbero ancora di più. 7-
Offlaga Disco Pax: il primo concerto degli Offlaga è come la prima comunione: un rito solenne, ma che sai che replicherai spesso. Gli elementi del rito erano tutti al posto giusto: le Cinnamon e i Tatranky volanti, il pupazzo della Talpa, la ciabatta spaiata Defonseca, la fissità quasi ieratica di Max e le trame metalliche standard dei suoi due compari. 8-
Perturbazione: Io ci voglio bene ai Perturbazione. A Tommaso che fa il matto, a Elena che abbandona la sua naturale compostezza e si lascia andare sulla cover di Occhi Bassi. A una banda di persone che non ha paura di mettersi in gioco e di giocare. 8+
Marlene Kuntz: Marlene chi? n.g.
Les Fauves: Ma hanno suonato? Se sì, l'hanno fatto a cancelli ancora chiusi. 5 all'organizzazione.
Jennifer Gentle: Alcuni momenti barrettiani davvero deliziosi. Ma nel complesso forse troppo dispersivi. O forse troppo disperso io al momento del loro set. 6,5
Yuppie Flu #2: X2. Una garanzia. La (molto relativa) differenza di valutazione dipende solo dall'averli visti solo due giorni prima. 8--
Calexico: Impeccabili. Profondi, coinvolgenti, cinematici. E poi la ciliegina sulla torta della cover di Alone again or. 8,5