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mercoledì, giugno 29, 2005

Prolisseide (personaggi famosi che mi hanno conosciuto)

Raccolgo il suggerimento di Peppone e rubo titolo e idea al vecchio Paz, provando a raccontare gli incontri con alcuni dei miei musicisti preferiti. Non aspettatevi chissà cosa, però, perchè sono timido e ho sempre avuto l'ostacolo della lingua.

Housemartins: questa storia la sanno anche i sassi, ormai, ma torno a parlarne, giusto per farmi odiare ancora un po' di più da lui. Ho avuto la fortuna di passare un piacevole pomeriggio sulla spiaggia di Giulianova palleggiando amabilmente con Paul Heaton e soci, noti maniaci del football. Tanto fissati col pallone da organizzare, nello stadio della cittadina che ospitava il festival, un incontro di calcio in piena regola, i quattro di Hull più i roadies contro una selezione locale. Non ricordo esattamente il risultato, ma credo che non fu lo stesso della sfida a Londra.

Nick Cave: oddio, dire che l'ho conosciuto non corrisponde alla realtà. Però, oltre ad averlo visto suonare svariate volte, mi sono trovato a condividere con lui il ruolo di spettatore ad un concerto. A Londra, in un grosso locale dall'arredamento post moderno, e a suonare erano i Crime & The City Solution. Un pensierino ad abbordarlo l'ho anche fatto, ma la timidezza mi ha frenato. E poi avrei dovuto farmi largo a gomitate tra la schiera di ammiratrici (tutte piuttosto gnocche, a dire il vero) che lo circondavano.

Howe Gelb: il punto più basso della mia già non esaltante carriera di fanzinaro. Lui era in tour in Italia e la Wide ci aveva organizzato un'intervista telefonica. Prendo la cornetta e attacco con le domande, ma mi accorgo subito che il mio inglese è molto più arrugginito di quello che ricordavo. Provo a formulare concetti articolati, ma finisco per arrampicarmi sugli specchi in maniera penosa. In più lui, dall'altra parte del filo, dev'essere in una giornata di luna storta. Quando non risponde "i don't understand you" non va al di là di stentati monosillabi, frustrando ogni mio tentativo di approfondimento. Dopo un pò ci avvisano che il tempo è scaduto, e io abbasso ondeggiando tra la frustrazione e il sollievo per aver terminato quell'esperienza surreale (poi l'intervista l'abbiamo pubblicata lo stesso, romanzandola un po').

Jeffrey Lee Pierce: anche questa è una storia che ho già raccontato. La storia di lui che si piazza in mezzo al locale dove avrebbe suonato e si mette a vendere birre in un banchetto, con un cartello in cui era scritto "birra mille sì mille".

Steve Wynn: a distanza di quasi vent'anni ricordo ancora come se fosse ieri la splendida impressione che mi fece incontrandolo nel backstage del solito festival di Giulianova. Una persona umile, disponibile, solare, che ti faceva sentire immediatamente a tuo agio.

Damon & Naomi: gran bella serata quella passata coi due ex-Galaxie 500. Pizza insieme, chiacchierata e poi concerto superlativo, per poche decine di persone. E a suggello della serata mi sono fatto immortalare con miss Naomi, in una foto che ho già pubblicato qui.

 Litfiba: oddio, non è che mi vanti troppo di averli incontrati. Però ci tengo a ricordare, a quanti li hanno conosciuti quando Pelù era già diventato l'insopportabile gigione che è adesso, che c'è stato un tempo in cui i Litfiba erano indie. Anzi, loro erano (coi Diaframma e i Neon) l'indie italiano. Eravamo andati a sentirli a Pescara quando doveva ancora uscire il primo disco e avevano pubblicato solo un paio di EP. Girando per il teatro prima del concerto li troviamo seduti sul corridoio, intenti spartanamente a mangiare un panino al prosciutto. Ci accolgono con calore e simpatia, quasi increduli di trovare fans anche nel lontano Abruzzo. Poi vabbè, la storia è andata come tutti sanno.

postato da: mammara alle ore giugno 29, 2005 23:33 | link | commenti (13)
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domenica, giugno 26, 2005

Pensiero stupendo #2

A !!!

(che sofferenza, però)

postato da: mammara alle ore giugno 26, 2005 23:50 | link | commenti (13)
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sabato, giugno 25, 2005

Stormy weather

L'estate è arrivata, coi suoi soliti fastidiosi corollari: afa e zanzare, spossatezza, sudore e irritabilità. Con la prospettiva di più di un mese di lavoro prima delle ferie in un ufficio in cui l'uso del condizionatore è inibito dalla collega sinusitica.
Per sopravvivere provo a prepararmi un nastrone refrigerante*, nella speranza** che il cervello si lasci suggestionare e renda il clima percepito più accettabile di quello reale.

1 Lady & Bird - Stephanie says (it's so cold in Alaska)
2 Michelle Shocked - Anchorage
3 Perturbazione - Agosto
(è il mese più freddo dell'anno)
4 Teenage Fanclub - Winter
5 Pedro The Lion - The longest winter
6 Black Heart Procession - The winter my heart froze
7 Jens Lekman - The cold swedish winter
8 Belle & Sebastian - Fox in the snow
9 Galaxie 500 - Listen, the snow is falling
10 Camping - Schneesturm
11 Low - Last snowstorm in the year
12 Trembling Blue Stars - Moonlight on snow
13 Piano Magic - The Canadian brought us snow
14 Xtc - Snowman
15 My Bloody Valentine - Soft as snow (but warm inside)
16 Weather Prophets - Why does the rain
17 Pogues - A rainy night in Soho
18 Smog - Lazy rain
19 CocoRosie - Tahiti rain song
20 Free Design - Umbrellas

* che poi è ora di prepararsi le nominations per gli iba2006
** speranza vana, ma almeno avrò ascoltato un po' di musica buona

postato da: mammara alle ore giugno 25, 2005 18:02 | link | commenti (10)
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venerdì, giugno 24, 2005

Pensiero stupendo #1

a?

(piccino piccino, ancora, che non si sa mai. a domenica sera)

postato da: mammara alle ore giugno 24, 2005 14:35 | link | commenti (10)
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mercoledì, giugno 22, 2005

Back to the old days

Oh, ma non ero io quello passatista e in fissa cogli eighties?
Va bene chiamare vecchi babbioni come Dinosaur Jr e Yo La Tengo, ma qui adesso si sta esagerando.
Julian Cope e Echo & The Bunnymen? Ma dove siamo, a Liverpool nel 1979? E perchè lasciare a casa il povero Pete Wylie, a 'sto punto, potevate chiamare direttamente i Crucial Three.

Non sembrerebbe ma io sto godendo, già da adesso.

postato da: mammara alle ore giugno 22, 2005 14:15 | link | commenti (6)
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martedì, giugno 21, 2005

Mammaremix

Come ovviare alle periodiche e inevitabili crisi d'ispirazione del blogger di lungo corso?
Beh, si potrebbe prendere esempio dalle case discografiche. Ogni artista bollito (e più è bollito meglio è) ha diritto al suo bel greatest hits. Per cui uno potrebbe ripubblicare i post di quando era un giovine blogger di belle speranze e di fresche energie e nessuno lo leggeva.
In alternativa, per i più avventurosi, si può provare la strada del post-remix. Prendi un post del quale sei soddisfatto e lo fai rielaborare da un blogger di fiducia. Oppure si può lavorare di taglia-e-cuci su più post diversi. O, meglio ancora, c'è l'opzione blogbastardpop: missare assieme post di blogger magari anche parecchio diversi tra loro. C'è qualche blogjay in giro?

(l'idea sarebbe simpatica, l'efficacia della sua realizzazione dipende dalla voglia e dalle capacità del remixatore e dalla qualità del materiale d'origine, naturalmente)

postato da: mammara alle ore giugno 21, 2005 14:29 | link | commenti (15)
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venerdì, giugno 17, 2005

Consigli per gli acquisti

Si sa, i pubblicitari hanno gusti musicali raffinati. Così succede spesso di trovare un vecchio classico o l'hit della band del momento nello spot di una lavatrice, o dell'ultima utilitaria.
La cosa non mi dispiace poi tanto, può essere anche un modo per affinare i gusti musicali della massa.
E poi ci si abitua a tutto, anche al fatto che i tossici risvegli dell'umanità dolente descritta in Sunday Morning siano abbinati alle immagini di un fornello, o di un trenino elettrico.
Però stamattina, appena sveglio, ho avuto uno shock: sullo schermo scorrevano le immagini patinate della pubblicità di uno spumante, e ad accompagnarle c'era la voce spiritata del folle Rocky Eriksson che urlava "you're gonna miss me, baby, aaaaah!", mentre Tommy Hall ci dava dentro in maniera forsennata con l'electric jug.
Ecco, in questo caso il pubblicitario, oltre ad avere ottimi gusti musicali, dev'essere anche un po' mentalmente disturbato (e con lui i suoi committenti). O no?
  

postato da: mammara alle ore giugno 17, 2005 10:35 | link | commenti (13)
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martedì, giugno 14, 2005

Tanto tanto tanto (pure troppo)

Che stai facendo? Cazzeggio.
Che cosa cerchi? Un senso.
Hai uno scopo? Lo cerco.
Dove ti trovi? Nella mia camera.
E come vivi? Mi lascio vivere.
Di dove sei? Teramo.
Qual è il tuo aspetto? Trascurato.
A cosa pensi? A troppe cose.
Qual è il tuo impegno? Vivere.
Ed il tuo tempo? Sempre troppo poco.
Che risultati hai? Scarsi.
Come va il mondo? Sempre peggio.
Che cosa fai? Lavoro troppo.
Quando sei in forma? Faccio cose, vedo gente.
Innamorato? Boh.
E lei ti ama? No.
E la chitarra? Non ce l'ho.
Sei felice? Magari.
Hai distrazioni? Troppe e mai abbastanza.
E la salute? Non c'è male, grazie.
Cosa ti piace? Ascoltare.
Tra il dire e il fare? Sognare.

(potevo lasciarmelo scappare?) via Inkiostro

postato da: mammara alle ore giugno 14, 2005 12:21 | link | commenti (8)
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lunedì, giugno 13, 2005

Rainbow

I'm so blind, I've blown time
Watching rainbows sit out there beneath the sun,
I've been trying to show you,
But those rainbows don't come out for anyone.

Si, lo so, questo dovrebbe essere un indieblog, e quindi ci si aspetta che si parli di indie music, almeno ogni tanto.
Il problema è che coi miei ritmi sono costantemente in ritardo sulle uscite, e che senso ha parlare di cose che sono state già sviscerate mesi prima? (e non ho il tempo e le capacità per fare l'm-blog di servizio)
Ecco, però, quando mi imbatto in gioiellini timidi e discreti che passano via nell'indifferenza generale mi torna la voglia.

Il debutto dei Superimposers è l'esempio tipico di disco primaverile (e funziona ancora bene in questo giugno ventilato): semplice, fresco, pigro, melodico, leggiadro. Un disco da scampagnate nei prati, da pomeriggi di relax passati a guardare le nuvole. E dietro alle sue armonie suadenti che sanno di sixties e di California si celano una sapienza melodica, un uso discreto e raffinato dell'elettronica e del sampling che mi hanno riportato indietro al tempo degli ariosi safari lunari.
Il classico disco minore di cui ti innamori perdutamente e che non riesci a tirare più giù del lettore, a scapito delle tante, troppe, pompatissime next-big-thing.

postato da: mammara alle ore giugno 13, 2005 19:30 | link | commenti (3)
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mercoledì, giugno 08, 2005

Californiaaaa...

"Fino ad oggi avevamo l'idea che l'indie rock - quello magari brutto, talvolta sovrappeso, spesso presbite, con le melodie o troppo contorte o troppo nascoste, i gilet attillati e i tagli di capelli convenzionali - fosse rimasta l'ultima barriera all'avanzamento globale del mercato. Magari continueremo a pensarla così ancora per un po'. Ma è inevitabile osservare come anche la cultura indie abbia subito e stia subendo (a colpi di visibilità televisiva presso milioni di persone, che "formano" a loro volta milioni di future personalità e consumatori) un grande riposizionamento e che stia lentamente (lentamente?) scivolando dall'underground al mainstream. Rimane la parola, si perde il significato." 

Così Rossano Lo Mele sull'ultimo numero di Rumore, a proposito della (presunta) O.C. generation. Giusto per aggiungere altro fieno in cascina alle riflessioni emerse dal post sugli indie-yuppie di Inkiostro.
E' questo il futuro che ci aspetta? Moriremo tutti omologati? Dopo O.C. l'indie come la nuova D.C.? Ascolteremo essemmesse come se piovesse alle convention dell'Ulivo?
Mah, secondo me basta ridefinire i confini dell'indie (erano indie pure gli U2, d'altronde, secoli fa). Non sarà facile, per ora, che un telefilm arrivi ad appropriarsi anche di gruppi come, chenesò, Jackie-O-Motherfucker, Charalambides o Xiu Xiu.
Insomma, dei ghetti in cui rifugiarci e sfogare la nostra diversità e inettitudine allo stare al mondo continueranno ad esserci.

(comunque, al di là di tutto, ci tenevo a precisare che io persisto nell'ascoltare con grande piacere Modest Mouse e Bright Eyes, a prescindere dai dischi venduti a vagonate)

postato da: mammara alle ore giugno 08, 2005 19:27 | link | commenti (19)
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