E' arrivata la bufera
Lo sapevo, mai evocare Snowstorm invano. Nevica da tre giorni e non accenna a smettere. La cosa in sè non mi dispiacerebbe se potessi viverla come vorrei, facendo lunghe passeggiate nella città imbiancata e ingaggiando battaglie a colpi di palle di neve. Ma nella realtà la neve significa: frenetiche corse in auto su strade impraticabili, orde di clienti inferociti e infreddoliti che devo affrontare da solo perchè le mie colleghe si sono date per disperse, computer che vanno in tilt ogni 5 minuti. L'obiettivo è la sopravvivenza sino a fine mese, poi si vedrà.
P.S.: suggerimenti per una compila innevata? Le prime canzoni che mi vengono in mente sono (ovviamente) Snowstorm e Listen the snow is falling dei Galaxie, Soft as snow (but warm inside) dei MBV, Snowman degli XTC, Fox in the snow di B & S. Poi?
All quiet on the western front
Superlavoro e stress (e la prossima settimana sarà pure peggio). Poca voglia e poco tempo da dedicare al blog, pensieri bittersweet che tengo per me. Mi consolo coi primi dischi targati 2005 acquistati. Giudizi sintetici: Bonnie Prince Billy (con Matt Sweeney) realizza l'ennesimo ottimo disco, ombroso e lunatico, lui non tradisce mai; Lou Barlow è lì, sempre ad un passo dal realizzare un capolavoro, che non arriva neanche stavolta, ma gli si vuole bene (anche) per questo; Jason Molina aka Magnolia Electric CO. è riuscito a reincarnarsi totalmente in Neil Young, e qui si apprezza. That's all.
Traguardi
Pazienza ci vuole, e abnegazione. Se ci credi davvero prima o poi (più poi che prima) i risultati arrivano. E così dopo quasi due anni di blog la mia innata ed indiscussa poverinità (già evocata e invocata a suo tempo) è stata finalmente riconosciuta, grazie anche ad una giuria molto indie. Naturalmente, essendo io troppo poverino's inside, non nutro speranze di vittoria. Voi però potete lo stesso votarmi, se vi va.
Crescere no, eh?
| You Are 23 Years Old |
Under 12: You are a kid at heart. You still have an optimistic life view - and you look at the world with awe. 13-19: You are a teenager at heart. You question authority and are still trying to find your place in this world. 20-29: You are a twentysomething at heart. You feel excited about what's to come... love, work, and new experiences. 30-39: You are a thirtysomething at heart. You've had a taste of success and true love, but you want more! 40+: You are a mature adult. You've been through most of the ups and downs of life already. Now you get to sit back and relax. |
Paradossi
Sono stato nominato responsabile dell'attuazione della nuova normativa anti-fumo nel mio ufficio. Bene così. Mica pretenderanno che mi faccia le multe da solo? O dovrei?
Onde nuove e tempeste di neve

Li ho scoperti in ritardo ma stanno monopolizzando il mio lettore, a conferma del fatto che il recupero della bossa nova in chiave indie è stato uno dei fenomeni del 2004. I Camping, duo di Washington + cantante tedesco, dovrebbero piacere molto a chi ha apprezzato i Nouvelle Vague. Le melodie sono altrettanto cristalline, il suono è più obliquo e contaminato, come si conviene a chi incide per un'etichetta come la Plug Research. E il cantato in tedesco contribuisce allo spiazzamento. La vera sorpresa però è arrivata con la traccia numero 9. La ascolto, e la melodia mi sembra subito familiare, ma non riesco a memorizzare dove l'ho già sentita. Leggo il titolo, Schneesturm, ma è il sottotitolo inglese ad illuminarmi. Snowstorm, uno dei brani più intensi e toccanti di On Fire degli amati Galaxie 500. L'originale resta ineguagliabile, ma la versione è fascinosa e straniante. Come una tempesta di neve a Copacabana.
Shadow of a doubt

Ma che va dicendo quel Galileo lì? Che la terra sarebbe tonda? Una sfera, una palla? Seh, magari rimbalza pure. Castronerie, baggianate, che dico, eresie. La terra è piatta, lo sanno tutti. La terra è piatta e finisce all'ultimo solco.E' sempre stato così e sempre lo sarà: la terra è piatta. Come un disco in vinile. Come un CD. O no?
E' una questione di abitudini consolidate, di miti e riti, di idiosincrasie, di inettitudine financo. E' che il mondo nel quale sei vissuto a lungo, troppo a lungo, ha le sue regole, le sue leggi. In quel mondo, nel mio mondo, un disco che esce a marzo prima semplicemente non esiste. Ok. Però. Come faccio io ad aspettare due mesi prima di avere tra le mani Picaresque ? E soprattutto: perchè aspettare?
Heroes
Il bravo militante di sinistra (quale io sono) ha bisogno di eroi, di modelli, di figure archetipe a cui guardare con ammirazione e a cui uniformarsi. E l'offerta, in tal campo, è ottima e abbondante. Il rivoluzionario idolo delle folle modello Che Guevara, l'ideologo perseguitato stile Gramsci, il dittatore mangiabambini alla Stalin, il vivoluzionavio da salotto bertinottiano, lo statista in barcavela marca D'Alema, il noglobbal pulcioso emulo di Casarini, il cocco di mamma e di papa rutellista, il rifondarolo frocetto stile Nichi Vendola, il mortadellismo pacioso e pragmatico di Prodi. Fino a giungere all'ultimo mito, il Toti mantovano col treppiede. Ora, dico io, con tanti e tali esempi luminosi e fulgidi da seguire, perchè quello che è toccato in sorte a me è di essere la reincarnazione del compagno Stakanov?
Chi è dentro è dentro, chi è fuori è fuori
Via, leviamoci il dente. Anche se, come previsto, non ce l'ho fatta a smaltire entro la fine dell'anno tutti i dischi che mi proponevo di ascoltare. Per cui questa è la classifica dei miei migliori dischi del 2004 ascoltati nel 2004. E pazienza per chi è rimasto fuori. Come da lei sancito e da lei ribadito, a me toccano 40+1 dischi. Eccoli:
TOP TEN
1 CocoRosie - La maison de mon reve Meraviglia. Un disco fuori dal tempo e dallo spazio, il sogno di due fate buffe e crudeli.
2 Wilco - A ghost is born I fantasmi di Jeff Tweedy, le pennellate astratte di Jim O'Rourke, un altro affresco memorabile sul rock che fu e su quello che sarà.
3 Bark Psychosis - Codename: Dust-Sucker Memorabile ritorno, che riparte esattamente da dove era rimasto, al crocevia tra attitudine shoegaze e escapismi post-rock.
4 Magnetic Fields - I 14 canzoni d'amore invece di 69. Ma un posto nella mia palylist il buon Stephin lo troverà sempre.
5 American Music Club - Love songs for patriots Il loser per antonomasia ritrova i suoi vecchi compagni di viaggio. E la magia si ripete, immutata.
6 VVAA - Discovered Covered: The Late Great Daniel Johnston I tribute album non valgono? Chi se ne frega, come si fa a lasciare fuori una collezione di canzoni di tale spessore?
7 Stan Ridgway - Snakebite: blacktop ballads and fugitive songs L'ennesimo ritorno fondamentale dell'anno. Uno dei più grandi storytellers di sempre al meglio della forma.
8 The Dirty Projectors - Slaves, graves & ballads Disco tanto bello quanto sottovalutato (quindi parecchio). Opera di un ventunenne ricco di ambizione e lucida follia. Vorrebbe essere il nuovo Tim Buckley, io lo proclamo nuovo Phil Elvrum, e già è tanto.
9 Pinback - Summer in Abbadon Alchimia. Come spiegare altrimenti che canzoni semplici e apparentemente simili a mille altre ti si appiccichino al cervello per non abbandonarti più?
10 Artemoltobuffa - Stanotte/Stamattina Certi dischi sono come cuccioli in attesa dentro le gabbie in un canile. Non scegli il più bello o il più sano, ma quello il cui sguardo ti dice: "sono io quello che stai cercando". Il mio pet sound del 2004 fa umpah-pah-pah.
Gli altri, in ordine alfabetico:
11-25
Aberfeldy - Young forever
Devendra Banhart - Nino Rojo
Blonde Redhead - Misery is a butterfly
Domenico + 2 - Sincerely hot
Johnny Dowd - Cemetery shoes
David Grubbs - A guess at the riddle
The Hidden Cameras - Mississauga goddam
Lars Horntveth - Pooka
Khonnor - Handwriting
Mirah - C'mon Miracle
Mountaineer - Sleep and me
Niobe - Voodooluba
Tuxedo Moon - Cabin in the sky
VVAA - Playing the indie game
James Yorkston & the Athletes - Just beyond the river
16-40
Adem - Homesick
Animal Collective - Sung Tongs
Ana Da Silva - The lighthouse
Delgados - Universal Audio
Gravenhurst - Flashlight season
Peter Hammill - Incoherence
Iron & Wine - Our endless numbered days
Modest Mouse - Good news for people who loves bad news
The New Year - The end is near
Elliott Smith - From a basement on the hill
Subtle - A new white
Sufjan Stevens - Seven swans
David Thomas & Two Pale Boys - 18 monkeys on a dead man's chest
Vetiver - Vetiver
Xiu Xiu - Fabulous muscles
Fuori concorso
Low - A lifetime of temporary relief Cuore che batte.
Canzone dell'anno
The Shins - Saint Simon Un inno.
Andiam, andiam, andiamo a lavorar...

(nella foto, indieblogger durante il capodanno romano)
Pisolo non è riuscito ad esprimere appieno il suo talento, ma una ronfatina se l'è comunque concessa.
Dotto e Cucciolo sono l'indiecoolness personificata. E sono praticamente interscambiabili tra loro. Strano ma vero.
Eolo è il solito vulcano di parole e simpatia.
Brontolo aveva i suoi motivi per lamentarsi. E occhiali bianchi très chic.
Gongolo ha confermato energia e simpatia contagiosissime.
Mammolo è stato presenza discreta ma importante.
Biancaneve è Biancaneve. Come si fa a non volerle bene?
La strega? Non c'è. E la regina cattiva poi cattiva non è, la disegnano così. Un turbine di allegria e una cascata di riccioli.
Grazie.