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lunedì, dicembre 27, 2004

La sai l'ultima?

C'erano un abruzzese, un piemontese, un veneto, un appulocrucco, un grecomarchigiano, un siculoeccetera, una pugliese di Milano e Roma e una bolognesepiemontese di Dublino a capodanno a Roma....

... come prosegue la barzelletta ve lo racconto dopo capodanno. Così spero. 

postato da: mammara alle ore dicembre 27, 2004 20:42 | link | commenti (11)
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domenica, dicembre 26, 2004

Passatempo natalizio

Acchiappare le stelle ascoltando Khonnor (per inciso, uno dei dischi che mi sta rendendo sopportabile il natale, assieme a quelli di Pinback e Mountaineer).

postato da: mammara alle ore dicembre 26, 2004 22:24 | link | commenti (7)
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giovedì, dicembre 23, 2004

Merry Xmas

postato da: mammara alle ore dicembre 23, 2004 21:56 | link | commenti (18)
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domenica, dicembre 19, 2004

Tutti gli * del Presidente

Nei commenti al post precedente, il fratello ellenico mi invitava a non limitarmi alla sterile denuncia, ma ad essere propositivo. Detto fatto. Dopo una notte di riflessione e di studio, sono pronto a rivelare la lista del bloggoverno ombra. Una squadra di uomini e donne coesa e affiatata, con la quale provare a risanare il nostro disastrato paese prima, e partire alla conquista del mondo poi.

Presidente del Consiglio: io, naturalmente (se lo fa Berlusconi può farlo chiunque).

Ministr* degli Interni: Enzop. L'uomo dei pedinamenti, delle identità segrete, delle armi alcooliche letali. La persona giusta per combattere il crimine.

Ministr* degli Esteri: Benty. Diplomatico di lungo corso, conosciuto e apprezzato in Europa, da Lisbona a Salonicco.

Ministr* della Difesa: Atrocity Exhibition. L'indieblogger più brutto e cattivo ha tutte le carte in regola per porsi a capo dell'esercito.

Ministr* della Giustizia: Antonio. Sarebbe ora che a quel posto vada una persona competente.

Ministr* delle Riforme Istituzionali: Enver. Un uomo del nord per riparare quel che Bossi ha sfasciato.

Ministr* dell'Economia e delle Finanze: Zazie. Chi meglio della munifica può riuscire nel difficile compito di far quadrare i conti e far avere più soldi in tasca a tutti (ma soprattutto ai blogger) ?

Ministr* delle Attività Produttive: Ivan. Un tecnico del settore per rilanciare l'agonizzante industria discografica (e garantire una fornitura illimitata di dischi al premier).

Ministr* del Lavoro e delle Politiche Sociali: Uliva. Il posto adatto per chi ogni giorno tiene testa al Tordo.

Ministr* dell'Istruzione: Margherita F. Solo lei può salvare le giovani italiche menti. Tra i primi provvedimenti da adottare l'inserimento nel programma dello studio dell'opera omnia di Morrissey/Marr e la sostituzione dei crocifissi con l'immagine di Giovanna D'Arco.

Ministr* dell'Università e della Ricerca Scientifica: Delio. Lui detiene il dottorato.

Ministr* della Salute: Inkiostro. Il posto è suo, non si discute, è troppo competente in materia.

Ministr* delle Infrastrutture e dei Trasporti: Giulia Blasi. Lei di treni ne sa.

Ministr* delle Comunicazioni: Colas. Il nostro uomo nell'editoria.

Ministr* dei Beni e delle Attività Culturali: Enzo e LaLaura. Per diffondere la cultura indie in Italia e nel mondo.

Ministr* dell'Ambiente: Ophelie. Un'ecologista e un'animalista doc.

Ministr* delle Politiche Agricole e Forestali: Rose. Nomen omen in questo caso. Ha le competenze adatte.

Ministr* dell'Innovazione e delle Tecnologie: Solitaire. Solo per gli aiuti che mi ha dato con il template merita questo posto.

Ministr* della Funzione Pubblica: Garnant. Confesso che devo ancora capire bene a che serve 'sto ministero. Ma lei ne verrà a capo benissimo.

Ministr* per l'Attuazione del Programma di Governo: Sabrina. Una persona di fiducia per un delicato incarico di coordinamento e di controllo.

Ministr* degli Affari Regionali Ministr* delle Scene: Maxcar. Forse è sprecato per questo incarico, ma chi meglio di lui?

Ministr* per le Pari Opportunità: Nin-Com-Pop. La donna degli *. Con delega per una grande riforma dei diritti civili che farà sembrare Zapatero un pretacchione.

Ministr* degli Italiani nel Mondo: Fio. Con delega al groupismo nei confronti degli U2.

Ministr* delle Politiche Comunitarie: Second Sight. La nostra donna a Bruxelles (se solo si rifacesse viva..).

Ministr* per i Rapporti con il Parlamento: Fidelio. Un uomo esperto ed efficiente.

Ministr* per i Rapporti Umani: La Fagotta. Ministero di nuova istituzione, al fine di promuovere la cultura dell'ammore (e gli inciuci tra blogger).

President* del Senato: Paolo. Un uomo saggio ed esperto a tutela delle istituzioni.

President* della Camera: Marcello e Giuseppe. Anche nel loro caso una scelta che non si discute.

postato da: mammara alle ore dicembre 19, 2004 15:23 | link | commenti (34)
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sabato, dicembre 18, 2004

Who stole the future?

Nel duemila noi non mangeremo più

nè bistecche nè spaghetti col ragù

prenderemo quattro pillole e con gran semplicità

la fame sparirà

razzi di qua, razzi di là,

andremo sulla luna con il razzo delle tre,

vola di qua, vola di là

andremo poi su Venere per prendere il caffè

Sono vecchio abbastanza per ricordare che, fino a una ventina di anni fa, il futuro era adesso. 1997 Fuga da New York, Spazio 1999, 2001 Odissea nello spazio. E sì, c'erano anche visioni cupe e pessimistiche, ma l'idea generale del futuro era radiosa, il paradiso in terra. Ci si spostava colle astronavi, si indossavano lunghe tuniche o tutine argentate. Si passava il tempo a discettare di filosofia (e a scopare. Non lo si diceva, ma era sottinteso), perchè tutti i bisogni materiali erano soddisfatti dalle macchine. Niente lavoro, niente conflitti sociali, niente invidie, guerre, malattie. Il comunismo assieme all'anarchia, una pacchia. Ora però il 2000 è arrivato, e dov'è tutto questo? Mi viene da urlare: chi cazzo ha rubato il futuro? Guardiamoci attorno. Ci sono ancora gli spaghetti col ragù (e ciò è bene), per spostarsi si usano scatolette infernali e puzzolenti, e si perdono ore al giorno in coda, smadonnando. Ci si veste usando ancora (non io) l'accessorio più inutile e incomprensibile mai inventato, la cravatta. Le macchine, quelle sì, sono molto più sofisticate e user friendly del romantico ammasso di ferraglia e bottoni immaginato trent'anni fa. Ma le usiamo davvero per migliorare la nostra vita, o non sono loro piuttosto ad usare noi? E i progressi sociali e culturali? Bella roba: tutte le cose che trent'anni fa davamo per scontate (il diritto ad un lavoro stabile, l'istruzione gratuita, la sanità pubblica, il sindacato, etc.) ci stiamo progressivamente abituando a dare per scontato che non esistono più, e che va bene così. In una società dove vige la legge della giungla, e solo i più forti e i più furbi sopravvivono. E più si va avanti, più le cose sembrano andare peggio. Adesso arrivano 'sti cazzo di cinesi, e il dio mercato si frega le mani. Miliardi di esseri umani allenati e alienati da decenni dal servo scemo del capitalismo, il comunismo, all'obbedienza e alla sottomissione. E grazie a paroline magiche come competitività e globalizzazione, chi si dovrà piegare agli standard altrui, noi o loro? E se dal punto di vista economico stiamo tornando all'800 della prima rivoluzione industriale, da quello culturale stiamo andando ancora più indietro, a prima dell'illuminismo. Croci di qua contro mezzalune di là. E' questo il futuro che ci aspetta? Una ristretta elite di riccastri gaudenti e crapuloni, e una massa informe di schiavi colla bibbia (o il corano, fa lo stesso) in mano? Io scendo alla prossima, grazie.

Riflessione nata dall'ascolto di I HATE MY NECK, selezione autunno-inverno (molto retrofuturista) dell'ottimo Enver. Grazie, Enrico.

 

postato da: mammara alle ore dicembre 18, 2004 16:59 | link | commenti (6)
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venerdì, dicembre 17, 2004

Ciao mama, son contento di essere arrivato uno

Dura riconfermarsi in una competizione accanita come quella degli Indieblog Awards, senza più l'effetto sorpresa e con una concorrenza mai così agguerrita. Ma grazie al mio impegno e alla mia dedizione e ad una campagna elettorale all'ucraina, con tanto di cene alla diossina con i rivali, mazzette elargite con prodigalità e centinaia di nuovi post di lavoro promessi ai baby blogger, ho portato a casa un risultato che non ho paura di definire trionfale. Giudicate voi:

 Meritatissimo, il mio fiore all'occhiello. Giusto premio alla tenacia con cui mi concedo al pisolino durante i concerti più hot del momento.

Ok, non avevo concorrenza, ma il mio nastrone ha comunque ottenuto i risultati che meritava.

 Qua sono assieme ad una folta compagnia, ma è bello far parte dell'intellighentia destinata a riscrivere le regole dell'indietudine.

Un pezzettino di questo è anche mio.

Anche di questo rivendico almeno i sorsi che sono finiti nel mio stomaco, con i devastanti effetti che ha provocato.

Grazie a Delio e grazie a tutti.

(Oh, però, siccome ho una reputazione indie da difendere, io lo dico: era meglio l'anno scorso, quando eravamo quattro gatti)

 

postato da: mammara alle ore dicembre 17, 2004 15:48 | link | commenti (9)
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domenica, dicembre 12, 2004

Christmas wishlist

Pan American DNA Bark Psychosis Fiery Furnaces Modest Mouse Tara Jane O'Neil Paper Chase Isaiah Owens Gravenhurst (2) Red Krayola Half Japanese Blues Explosion Giaccone & Congiu Gris Gris Ed Harcourt Hunches Panda Bear Pinback Windsor For The Derby Destroyer Marz Richard Youngs DFA Compilation Uoki Toki Acid Mothers Temple Leonard Cohen Paolo Conte Robyn Hitchcock Ana Da Silva Dj Rupture Daniel Givens Solex Jens Lekman Woven Hand Beans Textile Ranch Artemoltobuffa David Kitt Pecksniff Nikki Sudden Feist A Girl Called Eddy Non Voglio Che Clara Mountaineer Beakers Micah P. Hinson Unicorns Magnetic Fields (4) Pavement cofanetto di Battisti cofanetto dei Nirvana.

E questi sono solo i dischi che ho già da parte o che ho già ordinato (qualcuno mi sarà anche sfuggito) e che vorrei comprare entro le vacanze di natale. Ma mi sa che neppure la tredicesima intera basta a smaltirli tutti. Per cui, caro Babbo Natale, mettiti una mano sulla coscienza. Non dico tutti, ma almeno qualcuno sotto l'albero potresti anche farmelo trovare, no?

postato da: mammara alle ore dicembre 12, 2004 20:40 | link | commenti (24)
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martedì, dicembre 07, 2004

If you're feeling scenester (l'ennesimo post sull'indie)

Lo so, non se ne può più di post che analizzano le peculiarità e i vizi della scena indie. Tanti si sono cimentati (troppi perchè io possa linkarli), fornendo ritratti efficaci del popolo indie. Solo che mi sembrava sempre mancasse qualcosa. Per dire, io non riuscivo a riconoscermi in toto. Ciò perchè, secondo me, quasi tutti si sono concentrati sul tipo più evidente e facilmente riconoscibile di indiekid, l'indiescenester, trascurando una figura più nascosta e mimetizzata ma ugualmente diffusa, l'indiesapientino. Provo ad analizzare le differenze più evidenti. Lo scenester è animale da branco, vive per la scena, per lui lo stile è tutto. E quindi è sempre in tiro, sempre a caccia di spillette e di magliette. Di musica sa quel che è necessario a sentirsi parte della scena. Non compra un disco dai tempi delle medie, ma è uno scaricatore compulsivo, sempre a caccia delle ultime mode e delle novità più eccitanti, con cui bullarsi coi suoi pari. E appena uno stile passa di moda o diventa mainstream lui lo rimuove, rimpiangendo i tempi in cui gli Unbeliavable Cazzons li conoscevano in tre. E non si cura di colmare le sue molte lacune sul passato, prendendo spesso delle topiche pazzesche quando veste i panni del recensore o del kritiko musicale (le fanzines e le webzines sono invase dagli scenesters). Il sogno dello scenester è quello di rubare il posto a Massimo Coppola e a Enrico Silvestrin. Il sapientino non è immediatamente riconoscibile: veste di solito in modo ordinario e trasandato, e il più delle volte è un nerd fatto e finito. Ma è ossessionato dalla musica e considera spillette e tracolle accessori più o meno trascurabili. Ai concerti è spesso in disparte, perso in interminabili discussioni coi suoi simili. I dischi non li scarica (o lo fa a titolo informativo), ma ne compra in quantità industriali, spendendoci almeno metà dello stipendio. Ha una cultura enciclopedica e maniacale, non si lascia scappare le novità ma va a caccia di tutto quello che gli manca, dal grindcore al northern soul. Sogna di essere il nuovo John Peel, si accontenterebbe di scrivere su Blow Up.

Ecco, se ne fossi capace, a questo punto tirerei fuori i bannerini. Su quello dei sapientini ci metterei la faccia del Paso (un guru, senza dubbio), su quello degli scenesters non so, ce ne sono tanti, fate voi.

(Lo so che ho generalizzato e che le distinzioni poi non sono così tagliate con l'accetta, e che esistono soggetti che oscillano tra le due categorie. Ma le differenze secondo me restano chiare.)

postato da: mammara alle ore dicembre 07, 2004 22:38 | link | commenti (17)
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lunedì, dicembre 06, 2004

Indieblog Awards 2, la vendetta

Quando nessuno li aspettava più, gli Awards più ambiti dagli indieblogger sono tornati. Accorrete numerosi.

Ah, già che ci sono, segnalo anche questo:



postato da: mammara alle ore dicembre 06, 2004 21:22 | link | commenti (6)
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sabato, dicembre 04, 2004

Obbrobri

Cose che non avrei mai voluto vedere: gli amichetti di Maria De Filippi che fanno a pezzi la Caravan of Love portata al successo dagli Housemartins. Bleah.

postato da: mammara alle ore dicembre 04, 2004 15:43 | link | commenti (18)
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