Rischiatutto

Siore e siori, allegriaaaa!
La domanda rischio per il nostro concorrente Mister Mammara è la seguente:
"Sabato ti rechi a Bologna a vedere i Radio Dept. Come ti comporti:
a) arrivi presto, ti cerchi subito un alberghetto economico e vai al concerto senza patemi.
b) ti porti il saccoapelo e vai al concerto, e lì fai la faccia più compassionevole che ti viene e provi a chiedere asilo ai blogger conosciuti o da conoscere.
c) controlli che ci sia un treno che parte all'alba. Se c'è, lo prendi.
Mammara: "Posso avere un aiutino?"
When i'm sixty-four
Allora, i 40 fatti l'anno scorso avrebbero dovuto essere una fine. Della gioventù, degli entusiasmi e delle passioni adolescenziali. Ergo i 41 testè raggiunti dovrebbero rappresentare un inizio. Della maturità, dell'equilibrio, della pacatezza, del distacco. Ma che ci posso fare se mi sento addosso almeno quindici anni di meno? E come conciliare questa presunta maturità con l'eccitazione che sale con l'avvicinarsi del concerto del primo maggio? Facciamo che ne riparliamo quando avrò raggiunto l'età beatlesiana, vabbene?
Vietato ai minori
Ok, sarà volgare e politicamente scorretto, ma giocare ad essere John Holmes è davvero divertente (i risultati finora sono deludenti, mi sa che mi devo esercitare).
What were the first words that the crowd heard him speak?
... e no, non è stata "mamma". Le prime parole scritte su questo blog sono state queste:
"Ok, ci siamo. Blog under construction. Sad and beautiful blog, come la vita." (etc.)
Esattamente un anno fa. Da allora tante parole sono passate, non quante (nè come) avrei voluto, ma abbiamo fatto un bel pezzo di strada assieme. Fatto cose, visto gente, insomma me & my blog ci siamo fatti compagnia in un modo inaspettato fino all'attimo prima. Grazie a chi ha dato il la a tutto, e a tutti quelli incontrati nel tragitto. Auguri, piccolo blogghino di provincia.
Buone nuove (criptico post familiare)
Pare proprio che quest'anno sarà un gran bel Natale...
Muscoli favolosi (oooooohhhhh!!!!*)
Esorcismi. E una voce che sa farsi carico di tutti i dolori e i peccati e le paranoie del mondo. Jamie Stewart ce l'ha, quella voce. La faccia no, quella si mimetizza tranquillamente con la fauna pseudo-alternativa pescarese. Ma riesce ugualmente a manifestare tutto il pathos e l'emozione che sprigiona dalle sue corde vocali. E la socia Caralee è belisima***. E 'sto posto, l'Ecoteca, è carino e fighetto, ma assolutamente inadeguato ad ospitare un concerto di siffatta levatura, se anche stando in terza fila non riesci a vedere una mazza. E così le "palline cinesi"* più che vederle le ho sentite. E quando è arrivata quella canzone anch'io l'ho cantata a squarciagola* **. E ascoltarli è un'esperienza dolorosa, anzi dolente**, ma assolutamente catartica. E insomma, valeva la pena di perdere due ore di sonno prezioso per andare a vedere gli Xiu Xiu a Pescara. Assolutamente sì.
* cfr Inkiostro
** cfr MarinaP
*** cfr Nin-Com-Pop
Pagina 23
1 afferra il libro più vicino a te in questo momento.
2 apri il libro a pagina 23.
3 trova la quinta frase.
4 postala nel tuo blog insieme a queste istruzioni.
ecco il risultato:
"Forse troppa istruzione le avrebbe fatto più male che bene".
(Michel Faber, Il petalo cremisi e il bianco, Einaudi)
via Zazie
The New Frontier
Il Grande Fratello, Survivor, L'isola dei famosi, Bisturi, La Talpa, La Fattoria, Music Farm... Il reality impazza e tracima e occupa ogni spazio in tv. Quale sarà il prossimo passo? Non è che prima o poi toccherà pure ai bloggers? E avremo una sfida tra blogstars (già opzionati Luca Sofri, Selvaggia e Platinette, qualcun altro si propone?) a colpi di post, coi trolls nelle vesti di opinionisti? E non è che il blogrodeo è una sorta di prova generale?
Alcune modeste proposte per nuovi reality ( e carta canta, per cui se li dovessero realizzare pretendo i diritti, oh):
Lo Struzzo: altro blog-reality: i più immaginifici e pirotecnici bloggers sono chiamati a dimostrare, con i post più mirabolanti e spettacolari di cui sono capaci, di essere lo struzzo. Cioè Gonio.
La Fabbrica: alcuni vip accettano di firmare un contratto da metalmeccanico e vanno a lavorare in un'acciaieria (gestita da Guido Micheli). Il pubblico può scegliere di tenerli lì a vita.
In Galera!: alcuni vip sono rinchiusi assieme nella cella di un carcere. Sulla base delle accuse e del comportamento tenuto, il pubblico sceglie se e per quanto tenerli dentro.
Estrema Unzione: i concorrenti sono scelti tra malati terminali. Ogni settimana il pubblico decide chi eliminare mediante eutanasia.
Esporta La Democrazia!: un gruppo di politici occidentali e di fondamentalisti islamici sono rinchiusi assieme in una casa di Baghdad. Gli eliminati dal pubblico (misto) vengono giustiziati in diretta.
Le grandi campagne di Sad & Beautiful: Adotta un Mammara!


Dalla "Save the Mammara Foundation" riceviamo e volentieri pubblichiamo:
"Dopo l'emù, l'echidna e l'ornitorinco un'altra specie animale rara e preziosa è a forte rischio di estinzione: il Mammara, animaletto tenero e dolce che si ciba quasi esclusivamente di musica. Ancora negli anni '80 i Mammara vivevano felici e in prosperità. Ma i repentini cambiamenti del suo ecosistema (la fine del vinile, l'avvento del grunge e del nu-metal, l'irrompere del download e del file sharing) hanno avuto un effetto devastante sulla specie, e ormai ne sopravvivono pochissimi esemplari. A causa della scarsità di cibo del suo habitat naturale (le desolate lande abruzzesi) il Mammara per soddisfare il suo bisogno di live music (alimento fondamentale per il suo sostentamento) è costretto a lunghe ed estenuanti migrazioni (di recente ne è stato avvistato un esemplare in un centro sociale della Germania del nord) che stanno minando la sua salute già resa precaria dall'età avanzata. Se ami la natura e vuoi preservare la ricchezza e la varietà del mondo animale fai un semplice gesto: adotta un Mammara in occasione della sua prossima migrazione, il primo maggio a Bologna. Il Mammara è un animaletto mite ed educato, abituato a stare in silenzio, che si accontenta di un giaciglio di fortuna, non sporca e consuma pochissimo, come potranno confermare le persone che hanno già aderito all'iniziativa (vero Colas? ndM). E il Mammara sarà lieto di ricambiare l'ospitalità con qualche gustoso aneddoto dei bei tempi andati e col dono di CD masterizzati preparati appositamente per l'occasione. Fagli e fatti un regalo, o fortunato appartenente alla balotta bolognese: adotta un Mammara, e il mondo ti sorriderà."
Grazie a Solitaire che ha creato il banner della campagna e mega ola per Enzo e laLaura, Fabrizio e tutti gli altri coinvolti nell'organizzazione dell'evento.
Le porte del cosmo che stanno sù in Germania
Dopo alcuni tentativi abortiti (Françoise Cactus, gli Shins che suonavano il giorno della mia partenza, i Trans Am mentre ero alla disperata ricerca di un tetto e un letto) sono riuscito a placare la mia fame di concerti andando a vedere Bernd Fleischmann e i Contriva. Al Conne Island di Lipsia, sorta di centro sociale con bar multietnico e sala concerti piccola e spartana ma accogliente. Pubblico non troppo numeroso, giovane e attento. Parte Fleischmann, il classico uomo solo al comando del suo laptop. Curvo sui suoi macchinari suona quasi tutti i pezzi dell'ultimo e ottimo Welcome Tourist. Rispetto al disco il conflitto tra rumori e ritmi dissonanti versus melodie eteree è più accentuato, ma sono spesso queste ultime ad avere la meglio. Set breve ma intenso, che non concede nulla allo spettacolo, ma basta chiudere gli occhi e lasciarsi cullare dalla musica. Poi tocca ai Contriva, che non avevo mai ascoltato e che sono stati una piacevole sorpresa. In quattro, batterista flemmatico dall'aria intellettuale e gli altri tre (Masha Qrella, il cui solo album ho molto apprezzato, Max Punktezahl già visto live coi Notwist e un'altra ragazza dall'aria timida) che si alternano tra basso, chitarre e keyboards. L'impressione è che ai Contriva basterebbe spostare di pochissimo le proprie coordinate sonore per ottenere l'attenzione e il successo che meriterebbero: smussare gli angoli di un suono un po' troppo geometrico e minimale e introdurre la voce. Ma a quanto pare a loro va bene così e a me pure, e mi godo le tirate rock secche e sbilenche e le melodie pop mai banali, in un assieme che finisce per ricordare, oltre agli inevitabili Notwist, bands all'apparenza lontane come Sea & Cake e Feelies. Li abbandono al momento del bis, sperando di beccare l'ultimo autobus per il centro. Non andrà così, e mi tocca una camminata di un'ora nella fredda notte teutonica. Ma ne è valsa la pena, sì.