Mammarcord...
Una serata iniziata al cinema e finita alle sei di mattina. E una bottiglia di whiskey bevuta in due. E reggerle la testa mentre. E i due tossici che scesero trafelati dal furgoncino e ci chiesero: "Oh, che c'avete un po' di scotch?"
Il Malaria e il Deliria.
Ciuffettino.
Il regalo che ci fece mia sorella il ferragosto dell'86.
Dormire sotto le stelle a Reading.
I Lerci e i Gronchi e le Serrande.
Mia mamma versione Jacqueline Onassis e io versione Cappuccetto Rosso.
"Gabbriè, guarda che qua siamo tutti svegli e lezioni non ce ne serve"
Filomusi Guelfi.
Il Falcon a Camden Town.
La sua festa di laurea.
"Coccia pelata con trenta capelli, tutta la notte ci cantano i grilli"
Rockroads.
Polllo.
Mollare i Genesis per i Joy Division.
La maestra Baffoblù.
Un'altalena che dondola vuota in uno squallido parco di Firenze.
Ramaya e Born To Be Alive.
Il KGB di Trodica di Morrovalle.
Bambini che giocano a Tuffnell Park.
Paolino Pulici e lo scudetto (e ahimè anche l'anno dopo:Toro 50-Juve51).
L'eclisse a Monaco con Annagrazia.
Le Bateau Ivre che provano alla Fideuram.
L'850 e la 128.
Il mondo che mi crolla addosso il giorno della vittoria di Berlusconi (e non per la vittoria di Berlusconi).
Il Das.
Scendere di corsa le scale del municipio cantando a squarciagola:"Lupèn, Lupèn, l'inafferrabile Lupèn, Lupèn..."
Tito Stagno e Ruggero Orlando.
"Mister Gabriel Mammara..."
Mammarcord, sì mammarcord...
Vedo e rilancio
E sì, se non è revival poco ci manca. Mi guardo attorno e scovo sparse tra i blog tracce di vecchi e impolverati miti (minori, molto minori) musicali degli '80. Qua i Durutti Column, di là Paul Roland, lì i Dali's Car. E allora mi domando e chiedo: chi si ricorda gli Eyeless In Gaza? E i Sad, Lovers and Giants?
(Mai) troppo tardi?
Nell'epoca del download e della musica usa-e-getta capita che un disco arrivi nei negozi anche sei mesi dopo la sua reperibilità sulla rete. E così questo disco, al momento della sua uscita ufficiale, è già considerato roba vecchia, obsoleta, di cui nessuno parla più. E io che, da bravo giapponese sull'isola deserta che non sa (non accetta) che la guerra è finita, continuo ostinatamente a seguire l'usuale percorso negozio di dischi-lettore CD dovrei astenermi dal parlarne? Dal dire che Chutes Too Narrow degli Shins è un gioiellino pop senzatempo all'altezza dei migliori Kinks e Xtc? Che addentrarsi tra le sue canzoni è come perdersi in un luna-park affollato e illuminato, con tutti gli annessi e connessi (il tagadà, il toro meccanico, l'ottovolante, lo zucchero filato, etc.)? Dovrei evitare di parlarne, forse. Ma chissenefrega.
Ripartenze
Uscire dalla paralizzante ragnatela di passaggi di parole dette/non dette con il lancio in verticale di un sorriso.
Archeologia
In un vecchio taccuino ho trovato un reperto che testimonia come abbiamo passato il pomeriggio del primo giorno a Londra al ritorno da Reading 1990 (dopo aver intasato il cesso dell'appartamento, naturalmente). Le probabilità che la cosa interessi a qualcuno sono prossime allo zero assoluto, ma visto che mi va di riportarlo la cosa non fa assolutamente differenza.
Queste sono le nostre
READING '90 TOP FIVE
Marco T.:
1) Nick Cave
2) Buzzcocks
3) Billy Bragg
4) Fall
5) Mudhoney
Gabriele:
1) Billy Bragg
2) Nick Cave
3) Inspiral Carpets
4) Fall
5) Ride
Piero:
1) Mudhoney
2) Loop
3) Buzzcocks
4) Thee Hypnotics
5) Nick Cave
Marco JR:
1) Mudhoney
2) Nick Cave
3) Thee Hypnotics
4) Buzzcocks
5) Fall
Fabio:
1) Buzzcocks
2) Nick Cave
3) Billy Bragg
4) Thee Hypnotics
5) Fall
Questa invece la classifica generale, facendo la media dei voti riportati:
1) Mudhoney
2) Nick Cave
3) Fall
4) Billy Bragg
5) Buzzcocks
6) Thee Hypnotics
7) Loop
8) Wedding Present
9) Ride
10)Pixies
11)Inspiral Carpets
12)Young Gods
13)Cramps
14)Stereo Mc's
15)Faith No More
16)Telescopes
17)Living Colour
18)Wire
19)Ned's Atomic Dustbin
20)An Emotional Fish
21)Psychic TV
22)Mega City 4
23)Gary Clail
24)Jesus Jones
25)Senseless Things
26)Tackhead
Screenplayers of the blogworld, unite!
La gloriosa tradizione del nuovo cinema italiano è in pericolo, travolta dall'onda d'urto del dogma spocchioso. Ma prima di soccombere ai colpi di maglio del nuovo che avanza c'è il tempo per un glorioso canto del cigno. E le più fervide menti della blogosfera sono al lavoro, riunite al grido di "@lessandra, @lessandra", il film evento che racconterà finalmente dall'interno il rutilante e fantasioso mondo dei blog.
(Potevo sottrarmi alla chiamata? Certo che no)
Chi l'ha visto?
Perlustrando a fini compilativi la mia collezione di dischi (una giungla dai lunghi tratti inesplorati) mi sono reimbattuto in un gioiellino indiepop di qualche anno fa (1998) che da troppo tempo giaceva dimenticato. Snìff, compendio a cura della mia amata Siesta della carriera dei The Legendary Jim Ruiz Group, bislacchi figli illegittimi di Replacements e Modern Lovers con la testa persa tra le brume scozzesi. Un disco che contiene una delle più struggenti elegie sulla perdita dell'innocenza e sul pop degli early eighties mai ascoltate, Goodbye To All That. Che nella parte finale del testo recita così:
Oh Jazz Butcher, and Max Eider
You know there's Tracy Thorn and even Ben Watt too
You know the Housemartins and Billy Bragg
And then there's Aztec Camera and Orange Juice
Wich made me so happy then.
You know they made me so happy then.
Style Council made me so happy then.
Monochrome Set made me so happy then.
You know even Lloyd Cole made me so...
Dopo questo disco io ne ho perse le tracce. Che fine hanno fatto? Qualcuno ne sa qualcosa?
(Dj Nepo, se ci sei batti un colpo...)
Steppin' lightly on the ancient path
Avrei tanto voluto esserci, stasera, alla serata finale dell'Homesleep Weekend a Bologna. Per una serie di motivi, tra cui sicuramente il piacere di rivedere facce conosciute e stimate e quello di aggiornare l'album delle figurine della balotta. Tra le mie priorità però non c'è sicuramente quella di vedere i Franz Ferdinand. Per carità, dal vivo saranno anche divertenti (sebbene nelle foto sfoggino ceffi spocchiosi e antipatici come pochi altri) e magari funzionano come spunto al ballo e al cazzeggio. Ma il disco è proprio acqua fresca, o meglio acqua riciclata di 20 anni fa. E sarà l'età, ma proprio non ne posso più dei nuovi messia del r'n'r brufolosi e fighetti che spuntano come funghi dalle due sponde dell'oceano. E per le mie voglie rock'n'roll mi rivolgo con soddisfazione al reparto geriatria dei vari Cramps, Fall e Wire. No, il motivo musicale per cui avrei partecipato con piacere alla serata di stasera riguarda uno dei miei cult heroes preferiti. Un perdente autentico dal talento cristallino. Parlo di Peter Astor, che apre la serata con la sua ultima incarnazione Wisdom Of Harry. Mi fa davvero rabbia che un songwriter della sua caratura abbia raccolto solo briciole e quarti d'ora di successo. Eppure i Loft sono stati splendidi epigoni della tradizione Velvet-Television( con canzoni come Your door shines like gold e Up the hill & down the slope che spaccano anche adesso) . E i Weather Prophets davano la paga a quasi tutti i britpoppers usciti dopo. Cosa non ha funzionato? Le solite cose, l'essere un attimo più avanti o più indietro rispetto ai tempi, una immagine poco aggressiva e accattivante, l'assenza di canzoni troppo catchy e ruffiane. Ma pazienza, l'importante è che sia ancora in giro. E dopo i pastiches a base di elettronica lo-fi delle prime prove come Wisdom Of Harry è tornato a cimentarsi con le cose che gli riescono meglio: ballatone, blues strascicati, rock'n'roll trascinanti. Compari della balotta, tra una chiacchiera e un bicchiere e prima di scatenarvi nelle danze concedetegli un'occhiata: non ve ne pentirete.
New skin for the old ceremony
La vecchia passionaccia per la sottile arte del nastrone, che covava silente da tempo, si è risvegliata d'incanto (sotto forma di CD masterizzati, ma al di là dell'oggetto il nastrone è categoria dello spirito). E' che lo stimolo e il piacere nel compilarli devono tanto, se non tutto, a chi è destinato a riceverli. E trovare nuovi spiriti affini con cui condividere emozioni in forma di note ti riporta indietro all'entusiasmo ingenuo e naif delle prime scoperte e dei primi amori. E ci metti dentro te stesso ( è un po' il tuo biglietto da visita) ma anche chi lo riceve, o meglio la sua proiezione che comincia a prendere forma nella tua mente. Quindi ecco il primo parto di questa nuova vena nastronica, già arrivato a destinazione (con soddisfazione, pare...). Una raccolta di canzoni fascinose e melanconiche, dai toni chiaroscurali, per la quale mi sono posto una sola regola: doveva andare da Gabriel a Grace.
1 Gabriel - Lamb
2 Samba da Bençao - Bebel Gilberto
3 Conversazione - Malabella
4 The Gatecrasher - Momus
5 Caroline No - Aluminum Group
6 Baby - Gal Costa
7 To The Lighthouse - Patrick Wolf
8 Walk On By - Dionne Warwick
9 Pleasant Street - Tim Buckley
10 Can't Let Go - Evie Sands
11 Mighty Mighty - The Impressions
12 Billy Liar - The Decemberists
13 Shame - Matt Harding
14 She Paints - Biff Bang Pow!
15 Nightime - Big Star
16 Arch & Effort - Patrick Phelan
17 Ella - M. Ward
18 Separate Beds - Johnny Dowd
19 Papa Was A Rodeo - Magnetic Fields
20 Grace - Jeff Buckley
Feeling like...
... appeso a un filo sottilissimo sull'orlo di un abisso (e il filo è la paura).
E se mi lasciassi cadere?