Strange days...
... dal torpore depresso/deprimente dei giorni intorno a Natale alla frenesia annichilente di questi ultimi giorni lavorativi dell'anno. Riemergo dal letargo per annunciare solennemente che non ho molto da dire. Per bilanci e buoni propositi rinvio ad anno nuovo. Ma questo 2003 lo voglio finire in bellezza, e allora mi concedo una botta di vita e mi aggrego al blogcapodanno* romano, arruolato nel battaglione talpe forza 5. A tutti quelli che ci saranno, quindi, arrivederci (a) Roma. A tutti gli altri, auguri per un magico 2004.
E anche questa è fatta...
Terminato l'angosciante rituale dei regali di natale con un giorno di anticipo. Mai successo prima, che io ricordi. Ora posso cominciare a preoccuparmi del capodanno...
Best of 2003
No, per la top ten c'è ancora tempo (e sono dell'idea che andrebbero fatte ad aprile, altro che novembre). Ma mi azzardo a fare un primo provvisorio bilancio dell'anno che finisce. Un anno di transizione, privo di svolte epocali e di cose memorabili, ma ricco di bella musica e di dischi da ascoltare. E quindi:
Disco dell'anno: Daniel Johnston - Fear Yourself - senza se e senza ma. Lo amo, e l'amore non va spiegato e razionalizzato. Ed è un disco che riesce ancora a farmi piangere, e ciò basti.
Esordio dell'anno: Cody ChesnuTT - The Headphone Masterpiece - e l'ha fatto pure doppio, con l'arroganza e l'incoscienza dei freaks di talento. Un compendio di black music di alta classe e bassa fedeltà.
Conferma dell'anno: The Books - The Lemon Of Pink - era difficile replicare un esordio sfolgorante come Thought For Food. Ma Zammuto e De Jong hanno creato un'altra magia, fondendo in modo ancora più organico le mille fonti della loro musica.
Ritorno dell'anno: Robert Wyatt - Cuckooland - lui se la prende comoda, si sa. Ma se aspettare qualche annetto è il prezzo da pagare per ascoltare meraviglie come questa, va benissimo. Un classico di rara attualità.
Rivelazione dell'anno: The Decemberists - Her Mayesty - come trovare in una scatola impolverata in soffitta i giocattoli che credevi di aver perduto. E Colin Meloy è l'autore pop di questo decennio. Si accettano scommesse.
Delusione dell'anno: Howe Gelb - The Listener - quando fai uscire un disco ogni sei mesi, una battuta a vuoto può capitare. Ma lo si perdona subito, con tutto ciò di buono ha fatto e farà ancora (avrei potuto indicare i Radiohead, ma in fondo non è che mi aspettassi granchè).
Assenza dell'anno: Anticon - loro devono ancora eguagliare i fasti del 2001. E' uscita roba interessante, ma non all'altezza della loro follia. Ma stanno per tornare i cLOUDDEAD ...
Rock'n'roll dell'anno: The Starvations - Get Well Soon - poesia e furore, epica e pathos, i giorni del vino e delle rose e della paura d'amore che si rifanno presente. Sotto lo sguardo benedicente di Jeffrey Lee.
Pop dell'anno: The Lucksmiths - Naturaliste - scrivere pop songs semplici, immediate e immortali è il mestiere più difficile che ci sia. Loro lo fanno alla perfezione.
Glitch dell'anno:B. Fleischmann - Welcome Tourist - il disco definitivo del glitch pop? Sicuramente una meraviglia in cui perdersi con voluttà.
Folli dell'anno: Animal Collective - Here Comes The Indian lo devo ancora ascoltare, ma la ristampa di Spirit They're Gone, They've Vanished e Danse Manatee li ha consacrati geniali e dementi giullari del 21° secolo.
Italia dell'anno: Homesleep - per tutto ciò che ha fatto di buono in quest'anno, raccogliendo quanto seminato in precedenza. Con buona pace di Stillill...
Soddisfazioni
L'altra faccia della medaglia descritta nel post sotto. Il tuo negoziante di fiducia che per Natale ti regala due dischi da 19,15 euro l'uno (per la cronaca, Kraftwerk e Mountaineers).
Domande
Ma perchè in giro c'è gente che già magnifica il nuovo disco degli Xiu Xiu (che esce a febbraio), mentre io devo ancora ascoltare dischi usciti a ottobre (gli Strokes, per dirne uno) ?
Donne da sposare
1) Lauryn Hill: per quel che ha detto al Concerto di Natale in Vaticano (e per molti altri motivi, non ultimo quello di essere una gran bella gnocca)
2) Maya Samsa: soprattutto, ma un po' tutte le donne de La Meglio Gioventù ( e Adriana Asti mi andrebbe bene come mamma, ma mi tengo quella che ho)
3) Le bloggeuses: quelle da sposare sarebbero tante. Diciamo tutte quelle linkate (con un paio di eccezioni, per ovvi motivi) e varie altre. L'elenco sarebbe lungo, per cui evito
4) Le mie colleghe: Anna e Mina, senza di loro mi sarei già licenziato
5) Ophelie: veramente lei sarebbe in cima alla lista (e da un sacco di tempo...) ma è impegnata, per cui...
Rischiatutto
Day comes up sicker than a cat
Something's wrong and that is that
Mr. Somewhere's missing somewhere
Never did figure just how much
A boat from the river takes you out
Cross the other side of town
To get out to get out you take the tide
Any tide any tide
Like there isn't gonna be any tide
la la
A word like tomorrow wears things out
It's hard enough to get what's yours for now
And the hardest words are spoken softly
Look! no hands upon no heart
la la
Now the milkman beats you to the door
That was once a home home no more
Mr. Somewhere's missing somewhere
Couldn't get the calendar to stop
Missing somewhere
Never did figure just how much
Missing somewhere
Never will admit just how much.
Domanda: c'è qualcuno che conosce questa canzone e la band che la interpretava? Chi risponde esattamente ( e gugol NON vale) vince la mia sempiterna stima e ammirazione. E se poi lo dovessi incontrare (tipo il 27?) gli offro anche una birra.
... è che amo troppo questo disco (scovato a Londra, Camden Town, nel '92, e pagato 2 sterline e 99 cents) e vorrei sapere se c'è chi condivide con me questa passione.
Indizio n.1: trattasi di pregiato indiepop d'annata.
Indizio n.2: c'è una cover che è un po' più famosa dell'originale.
Blowin' (up) in the wind
Da lungo tempo annunciato, è finalmente in edicola il volume curato da Blow Up sui 600 dischi fondamentali della storia della popular music. Subito preso, nonostante i 15 euri, e sfogliato con attenzione. La prima impressione conferma tutte le qualità che fanno di Blow Up la migliore rivista musicale tra quelle presenti in edicola: apertura mentale a 360° gradi, rifiuto di ogni divisione e categorizzazione (musica alta vs musica bassa, commerciale vs alternativo, etc.), spazio ai dischi ritenuti i più meritevoli in base alla capacità di innovare e di incidere nei propri settori di appartenenza. E così Madonna va a braccetto con Bruno Maderna, campioni d'incassi come Michael Jackson stanno accanto a carneadi da tre dischi venduti come i P16.D4. E ci sono sia la purezza di Nick Drake che la paraculaggine dei Queen. Il tutto in rigoroso ordine cronologico, dalla fine '800 di Satie al 2002 di Books e Xiu Xiu. Altra nota di merito, a mio avviso, l'essersi sforzati di inserire solo un disco per ogni artista (rare le eccezioni: due dischi per Clash, Robert Wyatt e Miles Davis, due e 1/2 per Brian Eno). Come è ovvio che sia, ognuno troverà qualcosa da eccepire, sia sulla scelta dei dischi più rappresentativi (White light, White heat per i Velvet Underground, Strangeways... per gli Smiths, Happy Sad per Tim Buckley sono scelte che non condivido) sia sulle inevitabili esclusioni (qualcosa di più sullo psych-pop anni '80, non dico Biff Bang Pow o TV Personalities, ma almeno Robyn Hitchcock andava messo). Ma nel complesso S.I.B. e soci hanno fatto un lavoro eccellente (basta fare il confronto coi 500 di Rolling Stone...) e questo è un libro essenziale per chi voglia avere una visione d'assieme delle musiche del '900.
Ritorno al futuro
Grazie alla segnalazione di Ophelie, ho passato l'intero pomeriggio ad esplorare il fantastico mondo di Pagine70, sito che fa rivivere in tutti i suoi molteplici e controversi aspetti i seventies, decennio verso il quale ho da sempre un rapporto di odio/amore. E siccome in quella decade sono passato dai 7 ai 17 anni, questa rivisitazione ha rappresentato un tuffo nella mia infanzia e nella mia adolescenza. E mi sono perso dietro a cose come il Dalek, la Nsu Prinz, le palline Clic Clac, Kambusa One l'amaricante, Ritratto di donna velata, il diario Vitt, Emerson Fittipaldi, Ufo robot, il Going, gli Oliver Onions, Claudio Sala e Paolo Pulici, Amintore Fanfani, Felce Azzurra, Rischiatutto, il Dolceforno, etc., etc., etc. (sembro Fabio Fazio? Beh, siamo quasi coetanei..). Un giro da quelle parti è consigliatissimo a tutti gli over 35.
... e intanto è arrivata la prima neve della stagione...
Miamo
Abulico. Afasico e apatico. Autoindulgente, e autoreferenziale. La lista dei miei difetti. Quelli colla A.
Può bastare?