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BlogItalia.it - La directory italiana dei blog
domenica, novembre 30, 2003

Varie ed eventuali

Riciclo spudorato di materiale trovato in giro. Che il momento di essere brillanti e originali (se mai c'è stato...) non è adesso. E nella blogosfera nulla si crea e nulla si distrugge, tutto si trasforma (detto altrimenti: il blog come il porco, non si getta via niente).

Ci si interroga sull'essere 'di nicchia'. Personalmente lo sono sempre stato, e sono sempre dalla parte delle minoranze 'morettiane'. E poi, in una nicchia che comprende i Polaroidi (e non solo, ovviamente) io ci sto benissimo. E l'indiepatata (viste le eustontette, e viste live Lalaura e Elis) è patata di qualità. Ora aspetto l'indieblogfest.

Altrove si fa della sociogeografia e si parla di scuole. Checchè ne dicano i diretti interessati è innegabile l'esistenza di una 'scuola milanese del blog' (se poi si obietta che comprende veneti e piemontesi, la si chiami padana e amen), affine per sensibilità, stile e rapporti personali. Ed è altrettanto palese che chi ha innescato il 'dibbattito' è esponente di spicco di una 'scuola romana' dalle forti connotazioni indie (e con ramificazioni austroungariche). Il sottoscritto si ritrova appieno nella 'scuola dell'indiebalotta adriatica' (o east coast, se fa più cool), di cui rappresenta l'estrema propaggine meridionale (o mi sono perso gli indieblog pugliesi?), e che ha i suoi bravi ambasciatori all'estero (i fratelli-coltelli).

Breve intermezzo di vita reale (eh, c'è anche quella...). Ricordarsi di smetterla di ingaggiare rodei stradali coi camionisti. Prima o poi le minacce gestuali (espresse col gesto universalmente noto come 'ti apro il culo') si tramuteranno in realtà.

Fatto il test di quizilla su 'che canzone degli Smiths sei?'. Constatato con soddisfazione di essere rappresentato da What difference does it make?, la prima canzone degli Smiths che ho ascoltato. E anche le motivazioni sono da sfigato morriseyano doc.

Classifiche #1: quella di Pitchfork sui migliori 100 dischi dei '90 è una lista ben fatta e ampiamente condivisibile, eccezion fatta per il primo posto di Ok Computer. Sarà che la voce di Thom Yorke non l'ho mai retta granchè, e l'unico disco dei Radiohead che mi ha davvero convinto è Amnesiac. Io avrei scelto Loveless, ma tant'è.

Classifiche #2: cominciano ad arrivare le blogliste di fine anno. Per ragioni contrattuali, hanno cominciato i Rumoriani: prima Rossano, poi Arturo e infine Fabio. E tra gli altri indieblogger si sono già espressi Enzo e Gomitolo. Da quello che si è visto, quando si andrà a fare la lista delle liste potrebbero esserci delle sorprese (postali...). La mia è ancora di là da venire, che devo prima smaltire un sacco di materiale. Salvo scoperte dell'ultimora, però, sul podio dovrebbero andarci un pazzo, un paralitico e due nerds. 

postato da: mammara alle ore novembre 30, 2003 12:51 | link | commenti (16)
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venerdì, novembre 28, 2003

I'm a winner, babe...

Spettacolare cerimonia di premiazione degli indieblog awards2004 sapientemente orchestati da Delio. In un tripudio di fuochi d'artificio, pecette, ricchi premi e cotillons, questo pomeriggio alle 16.00 sono stati annunciati i vincitori del trofeo più ambito dagli indiebloggers. Il blog qui presente è risultato vincitore nella categoria "miglior indieblogger dedito alla causa indie sin dai primi anni '80" (categoria nella quale si era autoproposto ed era l'unico candidato, ma non si sa mai...). Per il resto, la scelta dei vincitori è stata equa ed ecumenica. Tutti hanno avuto il loro bravo award e la loro bella pecetta da appiccicare nel blog, anche se le polemiche non sono mancate e non mancheranno. Ora, per celebrare il mio successo, potrei sistemarmi sulla sedia a dondolo, con la dentiera in bocca e la coperta sulle ginocchia, e declamare un post su "quella volta che ho visto Giovanni Lindo Ferretti in una piazza piena di vecchi spargere farina sul pubblico cantando 'la Coop sei tu, chi può darti di più?'. " Ma adesso non ho tempo, sarà per la prossima volta.

postato da: mammara alle ore novembre 28, 2003 20:40 | link | commenti (4)
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venerdì, novembre 21, 2003

Fuori i nomi...

... che lo voglio proprio sapere chi sono i 273 storici, critici, musicisti e discografici che hanno partecipato al poll di Rolling Stone sui migliori 500 dischi di tutti i tempi. Oddio, visto il pulpito, poteva andare peggio. Più che dignitosa la top ten (ma 4 dischi dei Beatles su 10 sono troppi), ma alcune scelte gridano vendetta. Tipo:

- non c'è Tim Buckley!! (c'è Jeff...)

- la banana è solo 13^

- il primo Neil Young arriva al n.71, il primo Byrds al n.117, Nick Drake solo al n.245, Tom Waits addirittura al n.339

- Marquee Moon è solo 128°

- in compenso, tra i primi 100 ci sono i Guns n'Roses (61), Billy Joel (67), The Zombies (80) e Michael 'Frankestein' Jackson è 20° con Thriller

Ma si può?

(grazie a Mappamondo per la segnalazione)

postato da: mammara alle ore novembre 21, 2003 21:53 | link | commenti (13)
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Affinità (senza divergenze) tra il compagno Stuart Murdoch e me

"He's sent me a Felt dvd called 'A Declaration'. This to me is very interesting. It's almost too much to take. Lawrence looks so good, it's too much, it's like a dream. I can't believe this band ever existed. They're so perfect. Fuck the Smiths, fuck Orange Juice. Felt, FELT, FELT!! I have to stop watching. I feel like I'm going to have a heart attack today. They just take me to a different place. "I wasn't fooling when I said. All the people I like are those that are dead".

Stuart Murdoch, dal booklet di Dear Catastrophe Waitress. E se lo dice lui, buoni Felt a tutti.

postato da: mammara alle ore novembre 21, 2003 20:51 | link | commenti (12)
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martedì, novembre 18, 2003

Indovina chi viene a cena?

Ho dei nuovi vicini, da un po'. Molto simpatici, sui trent'anni. Lui fa il webmaster (e mi può essere molto utile, vista la mia imbranataggine), lei è felicemente casalinga e mamma di una piccola peste treenne. Scordo qualcosa? Ah sì, un piccolo particolare. Sono musulmani, e lo dichiarano tranquillamente. Ma niente chador e barbe lunghe. Lui veste la classica divisa da yuppie, giacca e cravatta, e giacca di pelle quando è in versione casual. Lei, biondina (molto carina), è più dimessa e veste quasi sempre in jeans e maglioncino, capelli rigorosamente scoperti. E hanno nei confronti delle regole della loro religione lo stesso allegro menefreghismo che ha la maggior parte di noi di tradizione ed educazione cattolica. Quando sono venuti a cena qui (gli abbiamo fatto trovare tutto l'allestimento delle specialità locali: virtù, mazzarelle, scrippelle 'mbusse) si sono concessi tranquillamente le bruschette con la salsiccia, nonostante fossimo nei primi giorni del ramadan. E ritengono Adel Smith un coglione al pari di Borghezio, come tutte le persone di buon senso. Lo dico perchè, se uno desse retta solo ai media, sembrerebbe che gente così non esista, e che l'Islam abbia solo la faccia truce dell'imam di Carmagnola e quella nascosta di sua moglie. In realtà di gente come loro, che cerca (e ci riesce anche piuttosto bene) di conciliare le proprie tradizioni con la cultura del posto dove ha scelto di vivere, è piena l'Italia e l'occidente tutto. Ma non fanno notizia, e fa molto più comodo (e più audience) esibire la macchietta integralista da contrapporre al bagetbozzo di turno.

... Sto ancora un po' qui e mi faccio un giro dei blog, così evito di imbattermi nella retorica nauseabonda che impazza in tv. Lasciamoli soli, 'sti poveri cristi morti a Nassirya, e lasciamo le famiglie al loro dolore. E basta cogli eroi e coi martiri e colle guerre sante, lì è morta della gente che stava facendo il proprio lavoro (più o meno bene, non ho elementi per giudicarlo), mandata da gente che ha, o dovrebbe avere, la coscienza sporca.

postato da: mammara alle ore novembre 18, 2003 21:56 | link | commenti (4)
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mercoledì, novembre 12, 2003

This is how it feels...

San Martino intimista e nostalgico, ieri da Ophelie (che anche qui, nel nostro piccolo, ci si vede tra link). A mangiare castagne, bere vino e vedere vecchi video di Stone Roses, Inspiral Carpets e Creation bands assortite.  E  in un attimo ritrovarsi proiettati dalle colline abruzzesi alle brume londinesi, e lasciarsi cullare dai ricordi. Il primo Reading (e dormire col sacco a pelo sull'erba umida) che coincise con l'estate di gloria dei Carpets, e il loro concerto con la mucca e le majorettes reso grande dall'esaltazione del pubblico. I giri notturni per Camden, che finivi sempre per incontrare loschi figuri come Dave e Grenwood dei Weather Prophets. La stufetta di metallo che ti precipita sulla testa (ma questa storia l'ho già raccontata...). E poi pensi che sono dieci anni che manchi da lì, e ti assale prepotente la voglia di tornarci. Ma se continuo a convertire il mio stipendio in CD, la vedo dura.

Note a margine:

- il successo enorme degli Stone Roses, alla luce della pressochè totale incapacità vocale del loro siimpatico vocalist (dal vivo, che poi in studio tutto si può aggiustare), resta per me un mistero glorioso, che solo gli ormoni delle brit-teens dell'epoca possono giustificare;

le orride acconciature dei Carpets (e non solo) erano state cancellate dalla mia memoria;

- della relatività del tempo che passa: vedo You Made Me Realize e Feed Me With Your Kisses dei MBV e sembrano cose di oggi, se non di domani; dagli House Of Love e dai Tangerine (i Tangerine!), invece, ci separano intere ere geologiche, altro che dieci anni.

postato da: mammara alle ore novembre 12, 2003 22:58 | link | commenti (19)
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domenica, novembre 09, 2003

Non è mica da questi particolari che si giudica un cantautore...

... ma il modo in cui Colin Meloy scandisce la frase "Plays something familiar" in Billy Liar mi fa venir voglia di premere il tasto repeat decine di volte. E il disco dei Decemberist cresce di ascolto in ascolto, e rischia seriamente di ritrovarsi nella top ten di fine anno.

postato da: mammara alle ore novembre 09, 2003 14:39 | link | commenti (6)
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martedì, novembre 04, 2003

Consigli per gli acquisti

Compro musica da più di venticinque anni ed ho sempre basato le mie scelte sulle indicazioni della stampa musicale. Rockerilla prima, Velvet per un breve periodo, poi Rumore e adesso Blow Up sono state le mie bibbie di riferimento. Al momento compro regolarmente Blow Up, Rumore, Rockerilla, Il Mucchio, a volte persino Jam (e dovrei dare un'occhiata al 'simpatico mensile per teenagers' per leggere quel che scrivono due tra i miei indie-blogger di riferimento). Ma da un po' di tempo qualcosa è cambiato. Sfoglio i giornali di novembre appena usciti: recensione di Patrick Wolf su Blow Up, voto 8. Penso: sì, ok, ma l'aveva già detto lui che era un gran bel disco. Articolone di Rumore sui Broken Social Scene. E adesso arrivate, quando è da mesi che se ne parla sugli indieblog? Posso risparmiarmeli, quei 25 euri al mese?

postato da: mammara alle ore novembre 04, 2003 22:13 | link | commenti (16)
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sabato, novembre 01, 2003

Ipersuoni

Checkup Stereolab dopo l'ascolto di Instant 0 In The Universe:

- i la-di-da di Donna Laetitia - presenti

- il drumming instancabile - come sempre

- le tirate kraute - ci stanno

- le retrotastiere- si

- Mary Hansen - lei ci manca. Sigh

postato da: mammara alle ore novembre 01, 2003 21:57 | link | commenti (8)
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