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lunedì, giugno 30, 2003

Tra il dire e il fare...

Ok, il corso da venditore l'ho fatto. 12 ore in 2 giorni a base di strategie di mercato, tecniche di vendita, penso-positivo, sorridi al cliente, alliscialo e mettiglielo in quel posto, non mollare mai l'osso, insomma le solite cose. Poi all'atto pratico, però, il mio comportamento coi clienti durante la settimana appena trascorsa è stato più o meno sempre questo:

Entra il cliente, io alzo la testa, sepolto da una montagna di pratiche che rischiano di seppellirmi vivo e lo saluto: "Buongiorno, desidera?"

Il cliente: "Devo fare il bollo"

Io (pensando tra me e me: "che palle!"): "Bene, mi dice la targa?"

C: "CG487VB"

Io: "Ah, allora è nuova, mi serve il libretto"

C: "Il libretto non lo porto, perchè, non si può fare lo stesso?"

Io: "Beh, ma mi servono un sacco di dati, lei li sa tutti?"

C: "Si, perchè, che le serve?"

Io: "Beh, innanzitutto la data esatta di immatricolazione"

C: "L'ho presa giovedì, o venerdì"

Io (cominciamo bene): "No, mi deve dire la data precisa"

C: "Vabbè, era il 27, no il 28, sì era il 27"

Io: "Se è sicuro...., adesso mi deve dire i kilowatt"

C (con l'espressione da "so tutto io"): "Ma è un'AUDI AK 723 con climatizzatore, doppio airbag e cazzinculo di serie, che non li sa i kilowatt?"

Io (gli salterei già addosso, ma riesco ancora a darmi una parvenza di contegno): "Ma come può pretendere che io sappia a memoria quanti kilowatt ha ogni modello di auto? E comunque se non mi dice i kilowatt io il bollo non glielo posso fare"

C:"Ha 27 cavalli, quindi lo sa a quanti kilowatt corrispondono, no?"

Io ("ma ci sei idiota o ci fai?" ovviamente non detto ma solo pensato): "No, non c'è una corrispondenza automatica, e se non mi dice i kilowatt non risolviamo, e avrei anche un sacco di cose da fare"

C: "Vabbè, provo a fare una telefonata a casa"

Io (sempre più girato di scatole, con le pratiche della motorizzazione che mi mordono le caviglie strillando: "preparaci, preparaci"): "Prego, se pensa di poter risolvere..."

Il cliente si apparta una decina di minuti, durante i quali io smadonno tutti i santi e maledico il giorno in cui ho cominciato questo lavoro, poi riemerge e con la sua faccetta da culo fa: "Dunque, allora, la macchina ha 27 cavalli...."

Io (non mi tengo più, divento paonazzo e alzando parecchio la voce dico): "I KI-LO-WATT. MI DE-VE DI-RE I KI-LO-WATT. Quante cavolo di volte glielo devo ripetere?"

C: "Ma lei è sempre così simpatico?"

Io: "La simpatia è un lusso che non mi posso permettere"

Ed è sempre così, e poi mi dicono che tratto male le persone.

postato da: mammara alle ore giugno 30, 2003 22:07 | link | commenti (7)
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sabato, giugno 28, 2003

Classifiche

In base alla catalogazione effettuata dall'esimio Herr Effe, e facendo una media dei miei accessi giornalieri, il mio blog oscilla tra le seguenti categorie:

da 31 a 40: e provare con l'origami?

da 41 a 50: alzati e cammina

da 51 a 100: chi si contenta gode

Ora, visto che per l'origami sono negato, devo cercare di mantenere la media e rimanere almeno in una delle altre due categorie. Il salto a giovane marmotta (da 101 a 150 accessi giornalieri) lo vedo proibitivo, per adesso. Ma come fare a conservare un congruo numero di visitatori? Più pubbliche relazioni? Mah, mica sono tanto capace. L'unica è scrivere, più spesso e magari bene. Poi, quello che viene viene.

postato da: mammara alle ore giugno 28, 2003 21:45 | link | commenti (2)
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Aderisco

Sono fuori tempo massimo, lo so, ma volevo comunque manifestare il mio appoggio alla campagna promossa da TIJ, un granata vero. Pare che la Nike, nuovo sponsor della Juventus, abbia preparato una terza maglia dei bianconeri dal colore granata. Dico io, ma si può? Per cui, boicottiamo la Nike. Vabbè, di motivi per boicottare la Nike ce ne sono mille altri, ma questa mi sembra una vicenda emblematica dell'ignoranza e dell'insensibilità dei signori manager delle multinazionali. Continuiamo così, facciamoci del male. 

postato da: mammara alle ore giugno 28, 2003 21:22 | link | commenti
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domenica, giugno 22, 2003

Crazy town

Ogni città d'Abruzzo ha la sua peculiarità, per cui viene giustamente conosciuta e considerata dalle città vicine. Così Pescara è la città degli zingari, L'Aquila dei montanari e Chieti dei cafoni (dei cretini). E Teramo? Facile, Teramo è la città dei matti (e dei tossici, ma questa è una specialità locale abbastanza recente). Eh sì, basta guardarsi un pò attorno per scoprire una formidabile fauna di freaks. Ma chi sono e perchè sono così? Nella quasi totalità dei casi, sono persone come me e te, che per uno scherzo del destino, una falla nell'ordinario scorrere delle cose non tappata in tempo o uno svantaggio iniziale non colmato si ritrovano ad essere additati come "matti", sciroccati, fuori di testa. Ma attento tu che additi, potresti sempre prima o poi ritrovarti dall'altra parte del dito (è così labile, il confine...). Questo è il mio omaggio personale ad alcuni di loro, i più visibili.

Vincenzoilmatto: lui è quello a cui sono più legato, anche perchè siamo coetanei e lo conosco da quando abbiamo 15-16 anni. Magro, col volto scavato, zoppicante per un incidente di qualche anno fa, lo trovi dappertutto a chiederti qualche spiccio "pè 'na tazza". Lui è una persona sensibile, intelligente e a suo modo colta. Fino a qualche tempo fa ti poteva intrattenere a lungo sulla ricetta per costruire la bomba pesante, o sulle teorie marxiste o sui Joy Division. Ma ha qualche problema a gestire tutte le informazioni, e non è colpa sua se proviene da una famiglia in qualche modo segnata: matta (e puttana) la mamma Carmela, matto lo zio Oderico e matto il fratello Giampiero. Gli voglio bene, anche se è una tassa.

Brunoilmatto: è un pò l'alter-ego animale di Vincenzo, perchè sono coetanei, sono emersi in contemporanea e sono stati a lungo in conflitto tra di loro. Ora si è un pò defilato, ma è stato per molto tempo il terrore delle ragazze, perchè si appiccicava e non le mollava finchè non scappavano a casa. Altre peculiarità: il turpiloquio, un miliardo di tic nervosi, l'abitudine di sputare per terra ( e povero chi ci capita vicino).

Vincenzino: era un esserino innocuo e tenerissimo, che giocava coi fiammiferi e non dava fastidio a nessuno. Ma da un paio di anni ha subito una trasformazione inquietante: gira sempre da solo, lo sguardo perso nel vuoto, con un ghigno continuo, un rantolo terrificante che non sai se è riso o pianto. Vorrei che qualcuno lo aiutasse, ma temo che ormai sia irrecuperabile. 

Il camminatore: lui lo incontri sempre a piedi, soprattutto sui ponti. Sempre più curvo, coi capelli sempre più grigi. Prima ogni tanto ti fermava, ti faceva qualche domanda sul tempo e poi se ne andava. Anche lui, adesso, è sempre più chiuso in se stesso.

Schizzetto: è ancora abbastanza giovane, avrà una venticinquina d'anni, ma anche lui ha ormai superato la soglia del comportamento "bizzarro" per entrare nel tunnel della malattia mentale conclamata. Altissimo e magrissimo, ma sempre più ripiegato su se stesso, è il tipo un pò fastidioso e appiccicoso, soprattutto con le ragazze. Ma basta non dargli troppa confidenza e prima o poi ti molla.

Giorgio (il Re Nessuno): altro tipo di deviante artistoide. Viene dalla provincia, e da una famiglia di musicisti, ha due fratelli bluesmen. Lui, di suo, gira con il walkman sempre addosso e canta a squarciagola. Si definisce il Re Nessuno e si accompagna ai giovani tossici, punks e metallari. Nel breve periodo in cui c'è stato il Centro Sociale, viveva lì, spesso si spogliava e andava in giro nudo. Una volta fu trovato seduto, coi pantaloni abbassati e la testa di un pitbull sulle sue parti basse.

Il Signor Mario (Mario il filosofo): definirlo "matto" è sicuramente eccessivo, certo è un personaggio bizzarro. Sulla sessantina, falegname di mestiere, tiene banco serate intere snocciolando la sua filosofia e la sua visione del mondo, ridicolizzando le tue lauree e pontificando dall'alto della sua licenza elementare.

L'avvocato: di lui si dice appunto che sia laureato in giurisprudenza e che facesse pratica in tribunale prima di perdere la brocca. Certo, a vederlo non si direbbe: gira d'inverno e d'estate con la stessa divisa, un paio di pantaloncini corti stracciati e una canottiera gialla lercissima, e parla da solo a voce altissima in un dialetto incomprensibile.

L'incazzato:piccolo, sulla cinquantina, nervosissimo. Credo lavorasse in banca prima di avere un esaurimento nervoso o qualcosa del genere. Ora va in giro parlando da solo, sbraitando a destra e a manca contro l'universo mondo.

La scorbutica: ormai vecchia e stanca, per molti anni ospite del locale manicomio, va in giro sciatta e in ciabatte,con un'espressione di odio e di disgusto verso tutto e tutti. Ti chiede puntualmente l'elemosina, e sia che tu gliela faccia o non gliela faccia, ti manda poi affanculo.

Maria: anche lei avanti negli anni e a lungo ospite dello Psichiatrico, è una creatura buffa e dolcissima, timidissima e sempre col sorriso sulle labbra.

Tavernello: più che matto, è un barbone alcolizzato.Vecchio, curvo, col cappotto lercio e lacero anche d'estate, gira sempre con la fedele compagnia del vino in cartone (da cui il soprannome). Chiede l'elemosina, ma solo alle donne.

postato da: mammara alle ore giugno 22, 2003 18:26 | link | commenti (4)
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Stiamoci a capire

Blocco del postatore? Senso della responsabilità di scrivere cose sagge, interessanti e in bello stile? Paura di fare brutta figura coi Signori Blogger dei piani alti se per sbaglio capitano da queste parti? Ma il blog non doveva (deve) essere un diario personale, dove scrivere come, cosa e quando cazzo mi pare? E allora chissenefrega e vaffanculo (il vaffanculo è tutto per me, sia chiaro).

postato da: mammara alle ore giugno 22, 2003 17:04 | link | commenti
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venerdì, giugno 20, 2003

Turbolenze nella blogosfera (fuffa explosion)

Sono un attento visitatore dell'universo blog, sia delle alte come delle basse sfere (c'è una sorta di piacere pedofilo nello scoprire un blog con su scritto "visitato 2 volte") e non posso non notare alcune tendenze generali che stanno uscendo fuori di prepotenza. Sarà il caldo, sarà l'atmosfera pre-feriale, ma ormai siamo allo svacco più totale, al trionfo dell'autoreferenzialità e della fuffa a tutti i livelli. Il tutto, sia chiaro, detto senza alcuna intenzione critica, anzi, ben venga il cazzeggio, se è di qualità. E non c'è nulla di male nel contemplare e mostrare gli ombelichi, puliti o sporchi che siano, e l'identità non te la dà un nome, ma le cose che scrivi (sintetiche risposte agli interventi dei Sigg. Scarpa e Benedetti, a loro modo profetici rispetto a quello che è successo ultimamente). Comunque, dopo le polemiche GNUcche, le magliette confuse assegnate a mucche muccone, i mini e i maxi raduni, le schedature dei maschietti capitati a tiro di femminucce stordite, due avvenimenti si sono imposti all'attenzione del blog-mondo in questa settimana.

1) Una delle teste pensanti più lucide in circolazione, il B.Georg di Falso Idillio, in un momento di svacco si autoproclama lider maximo di un nuovo partito politico, Forzaidillio. Ne viene fuori un delirio collettivo, i cui risultati sono ben visibili a questo indirizzo. Forza Idillio è il vero partito marxista (nel senso di Groucho, Harpo e Zeppo), e vanta un organigramma capace di sbaragliare ogni concorrenza. A far quadrato accanto al leader, infatti, troviamo il cancelliere, il ciambellano, il capo dei servizi segreti, il ministro della cultura, più un vasto seguito di segretarie, stagiste, nonne e animali (gatti). Il risultato è avanspettacolo puro, un mix tra la Principessa Sissi, lo stato libero di Bananas, i cinegiornali del ventennio e i telegiornali di Emilio Fede. E il modo in cui sono strutturati i post è a dir poco esilarante: di solito, uno dei solisti dà il là e gli altri protagonisti, come esperti musicisti jazz, improvvisano le vicende nei commenti. La lettura più divertente del momento, nonchè una (non troppo) velata satira sui costumi politici dei nostri e degli altri tempi. Bravi.

2) E' storia di ieri: la reginetta dei blog, l'amatissima Personalità Confusa, esce allo scoperto e rivela all'universo mondo di essere un Confuso. Segue dibattito, ormai in fase di esaurimento, e l'ex Alessiaonline pare adesso deciso a continuare col suo blog, dopo essersi alleggerito di un peso che era diventato insostenibile. Da parte mia, dopo l'iniziale delusione perchè mi ero affezzionato a quella che pensavo essere una ragazza spiritosa, sensibile e acuta, c'è l'invito ad andare avanti, perchè erano i contenuti ad affascinare in quel blog, non le ipotetiche tette che c'erano dietro. 

postato da: mammara alle ore giugno 20, 2003 18:37 | link | commenti (3)
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A Urbino, a Urbino

Se poi non si dovesse quagliare, dal 7 al 9 Agosto sarò a Urbino per Frequenze Disturbate. Per ora si sa solo che c'è Beck, ma confido in un bel programma.

postato da: mammara alle ore giugno 20, 2003 11:39 | link | commenti (2)
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A Benicassim, a Benicassim

Badly Drawn Boy, Beck, Beth Gibbons, Beth Orton, Blur, Calexico, Daniel Johnston, Mum, Marz, Postal Service, Suicide e un sacco di altri. Al Festival di Benicassim in Spagna, dall'8 al 10 agosto. Visto che sta pure sul mare, perchè non ci facciamo un pensierino? (chi vuol raccogliere, raccolga).

postato da: mammara alle ore giugno 20, 2003 11:35 | link | commenti (4)
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martedì, giugno 17, 2003

Vù cumprà?

Dio chedduepalle! Lunedì e martedì sarò impegnato per dodici ore in un corso di vendita. E' possibile immaginare qualcosa di più pesante e fastidioso? E soprattutto, ha senso coinvolgere me in una cosa del genere? Insegnare a me a vendere è come sperare che Marzullo faccia domande intelligenti e Biscardi impari l'uso del congiuntivo. E' inutile, io non riuscirei a vendere nemmeno dell'acqua ad uno che si è perso nel deserto del Sahara. Me la immagino pure, la scena, di questo che arriva strisciando e ansimando nella mia oasi e io che gli faccio, balbettando e diventando rosso: "Ehm, non è che vorrebbe dell'acqua?" E lui, continuando a strisciare e con l'ultimo filo di voce rimasto: "No, la prendo alla prossima oasi, se ci arrivo" . Di contro, sarei capace di farmi appioppare un frigorifero al Polo Nord. Ecco, in un corso di compratori potrei fare l'insegnante. Ma poi, cosa c'è da insegnare? C'è un'unica dote necessaria e indispensabile per essere un buon venditore, come insegnano Vanna Marchi, Roberto da Crema e il nostro presidente del Consiglio (non c'è due senza tre?): la faccia da culo. Quello innanzitutto, e poi naturalmente  si deve essere ossessivi, petulanti, invadenti, in una parola sola: scassacazzi. Il buon venditore prende la gente per sfinimento, ti fa arrivare a dire: "Vabbè, prendo quello, o quello che pare a te, basta che ti levi dai coglioni." Così almeno succede a me, quando non riesco a sbattere la porta in faccia al primo colpo. Poi, certo avere una faccia carina e i giusti attributi aiuta, e anche in quello parto svantaggiato, visto che non mi si da del carino dai tempi dell'asilo. E' tutta fatica sprecata, io non sono capace di vendere nemmeno me stesso, figuriamoci le tessere dell'ACI.

postato da: mammara alle ore giugno 17, 2003 21:32 | link | commenti (7)
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domenica, giugno 15, 2003

Votare si, votare no, votare boh

Non ho ancora deciso se andare a votare o meno, anche se più passa il tempo e più la decisione si prende da sola. Se ne facessi solo una questione di principi sarei già andato, perchè il diritto in questione non si discute, e mi riguarda direttamente in quanto lavoro in un'azienda con meno di 15 dipendenti. Ma, al di là delle probabilità (bassine) che si raggiunga il quorum, serve davvero una vittoria del si? Pensate che il nanetto ne tenga conto e si faccia condizionare? O piuttosto non farà che incasinare ancora di più le cose a sinistra? Non che mi riconosca e mi senta rappresentato più di tanto da questa sinistra (da Mastella? da D'Alema? da Bertinotti?), ma se ci sono possibilità di togliersi dalle scatole tra un pò il tappo e tutti i nani e le ballerine, è bene non sprecarle continuando a farsi le guerre in casa (Tafazzi è il vero leader dell'Ulivo). Non lo so, è da un bel pò che mi sono ripiegato su me stesso e su quello che mi circonda, ma come si fa ad appassionarsi a questa politica?. Ma, mi si dirà, i referendum sono uno strumento realmente partecipativo e popolare, col quale si può esprimere direttamente la propria volontà. A parte che della volontà popolare della maggioranza io diffido (come Moretti), il referendum può funzionare su grandi questioni di opinione come l'aborto e il divorzio, non su problematiche complesse come le questioni del lavoro, che non si prestano a essere tagliate con l'accetta di un si o di un no. Boh, resto confuso. Intanto mi faccio una doccia, poi si vedrà.

postato da: mammara alle ore giugno 15, 2003 16:31 | link | commenti
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